lunedì 27 luglio 2020

San Donato, la ciclabile finisce sott’acqua: "Progettata male, si cambi"

Difetti di costruzione per gli ambientalisti che chiedono nuove professionalità. 

San Donato (Milano), 27 luglio 2020 - Sembra un fiume in piena, invece è il tracciato della pista ciclabile in costruzione. È la situazione in cui versa il cantiere del collegamento tra San Donato e Peschiera, completamente invaso dall’acqua durante il nubifragio di venerdì notte. È accaduto nel tratto di congiunzione tra i due Comuni, dove gli operai sono al lavoro per assemblare i pezzi del ponte sul fiume Lambro, punto più critico dell’opera. Gli ambientalisti parlano di difetti di progettazione della pista ciclabile, il vicesindaco rispedisce le accuse al mittente.«Nessun problema strutturale, le esondazioni sono casi eccezionali che succedono quando arrivano delle bombe c’acqua", spiega il vicesindaco Gianfranco Ginelli. "Bombe d’acqua eventi straordinari? Ormai con i cambiamenti climatici in corso sono fenomeni ordinari – risponde Marco Pagliotta, capogruppo della lista San Donato Riparte – da prevedere e con cui convivere. Serve cura del territorio, pianificazione e una corretta esecuzione delle opere pubbliche. Ancora più semplice dovrebbe essere prevedere le periodiche tracimazioni del Lambro, in un’area di esondazione segnalata nelle carte comunali e sovracomunali. Tutto ciò sembra sia stato ignorato in fase di progettazione e realizzazione della pista ciclabile San Donato-Peschiera che attraversa quell’area". Il collegamento è quasi terminato, entro un paio di settimane è previsto l’innalzamento e l’installazione del ponte sul Lambro, realizzato nel Cremasco, poi assemblato sul posto.
"Sul tema delle esondazioni si sta lavorando a 360 gradi – assicura Ginelli – molti interventi sono stati fatti negli ultimi anni. Con i fondi regionali del progetto Re-Lambro siamo intervenuti per bonificare le sponde e si andrà avanti. La pista è quasi pronta, il ponte è già posizionato nella sede, presto sarà montato".
A realizzare i lavori è un’azienda di Brugherio, che si è aggiudicata l’appalto per 1 milione e 574mila euro, finanziato dai Comuni e dalla Regione. "Troppo facile e irresponsabile parlare di eventi straordinari – replica Pagliotta – cosa si pensa di fare per prevenire danni e rischi per il futuro? La pista non è stata inaugurata e già si evidenziano errori che denotano la poca perizia con cui si sta realizzando un asse ciclopedonale fondamentale. Chiediamo di istituire in Comune un nuovo Ufficio mobilità e trasporti, con specifiche professionalità". Fonte: Il Giorno

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