domenica 9 maggio 2010

Fallito il primo tentativo di installare una cupola - La Bp non è riuscita a mettere sul fondale la struttura che dovrebbe fermare la chiazza di petrolio. E le speranze di evitare la catastrofe si affievoliscono. Il governo Usa vuole appurare se vi siano state infrazioni

NEW YORK - E' fallito il primo tentativo di installare una cupola sul fondale per contenere la marea nera nel Golfo del Messico e la chiazza di petrolio continua a estendersi. Bp potrebbe ritentare domani o nei giorni successivi, anche se diversi osservatori dubitano delle possibilità di successo dell'operazione. Ma le grane per la compagnia petrolifera non sono finite: il ministro della Giustizia americano, Eric Holder, ha annunciato di aver inviato alcuni rappresentanti del Dipartimento per accertare se ci siano stati errori, atti illeciti, infrazioni o abusi di potere nella gestione della piattaforma esplosa il 20 aprile scorso e poi dell'emergenza ambientale dovuta alla fuoriuscita di petrolio. Bp è già stata perseguita civilmente da diverse organizzazioni, soprattutto quelle attive nel turismo e nella pesca sulle quali gli effetti della marea nera si fanno sentire in modo più pesante. L'ammiraglio della Guarda costiera Thad Allen, che sta guidando le iniziative del governo americano nell'affrontare il disastro, definisce "senza tregua" gli sforzi di Bp nel cercare di fermare la chiazza. Circa 5.000 barili di petrolio al giorno - aggiunge  - si riversano nell'oceano, anche se fissare l'ammontare esatto è "al momento impossibile". Dal giorno dell'esplosione  sarebbero finiti nelle acque del Golfo circa 12 milioni di litri di greggio. Alta oltre 12 metri e pesante circa 78 tonnellate, la cupola è una struttura in metallo e cemento progettata  appositamente per incapsulare ciò che resta del tubo della piattaforma da cui continua a fuoriuscire petrolio. Una volta installata e collegata a un apposito compressore in superficie, la struttura dovrebbe aspirare fino all'85% del petrolio ancora presente in fondo al mare. Ed evitare così la catastrofe. I problemi tecnici per il suo funzionamento, però, sono enormi, e richiedono soluzioni mai sperimentate in precedenza. La struttura è stata progettata cercando di tener conto della pressione a cui è sottoposta a 1.500 metri di profondità, ma sono ancora tutte da verificare le sue capacità di "tenuta". Per fissarla al fondale bisogna avvalersi di robot subacquei comandati dalla superficie. Tutto questo presenta una serie infinita di incognite. Nel frattempo gli operai che la notte del 20 aprile lavoravano sulla piattaforma hanno rivelato ai mezzi di informazione statunitensi particolari finora non emersi. In base alle loro testimonianze, l'incidente sarebbe stato causato da una bolla di metano, formatasi per il cattivo funzionamento di una valvola di sicurezza. La prima esplosione ne ha innescate altre, finché l'intera piattaforma non ha preso fuoco. Gli operai hanno riferito di scene di panico, con la gente che si buttava in acqua in piena notte. Nell'incidente hanno perso la vita undici lavoratori. Sulle cause sta indagando anche la Bp, che ha assicurato che ogni dettaglio sarà reso noto, ma solo al termine dell'indagine interna.Fonte: La Repubblica.it

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