mercoledì 15 settembre 2010

San Donato - «Così abbiamo rilanciato Metanopoli» - Intanto il primo cittadino sottolinea i risultati già raggiunti: «I disservizi sono finiti e abbiamo conservato i posti di lavoro» - Il sindaco Dompé anticipa le strategie future per il centro sportivo

«Il 2011 sarà l’anno della verità per il centro sportivo di Metanopoli». La conferma arriva dal sindaco Mario Dompé, intanto c’è l’invito a guardare le pedine mosse nel 2010: «Ricordiamoci dove eravamo un anno fa come ora - annota direttamente il primo cittadino -, con la piscina scoperta “sigillata” un mese nel momento in cui sono esplosi anni di incuria. Quest’estate tutti hanno nuotato regolarmente». Le strategie del comune su uno dei simboli di San Donato, il parco-centro sportivo di via Caviaga, sono state svelate in anteprima a poche ore dal passaggio in consiglio comunale della proposta di affidamento temporaneo all’Acs, l’azienda comunale di servizi. Le ha tracciate il sindaco, che con due anni di legislatura davanti è al crocevia tra futuro e assetto definitivo del polmone verde, e traguardi messi in cassa. «La strada è questa - ha anticipato Dompé -, ora andiamo all’affidamento ad interim ad Acs, una possibilità regolarmente contemplata dallo statuto della struttura. Nel 2011, tutti lo sanno, ci attende l’arbitrato giudiziario nei confronti di Gism, il gestore responsabile del blocco di un anno fa. Mia convinzione è che l’arbitrato sarà vinto dal comune, comunque dobbiamo predisporre in ogni caso le tappe». «Esiste un certo ventaglio di possibilità per dare una gestione solida al centro - continua il leader della coalizione di centrodestra, in sella dal 2007 - anche se il quadro di norme ormai va verso l’esclusione piuttosto chiara della gestione diretta da parte di società pubbliche, insomma il metodo “in house”. Dunque andremo in gara, e la gara può attribuire la gestione a un project financing privato, oppure a una società mista pubblico-privata. Non neghiamo di guardare con interesse a quest’ultima soluzione. Un connubio efficace pubblico-privato unirebbe il controllo, esercitato dal pubblico, alla spinta imprenditoriale di marca privata». Ma che cosa si può, o meglio si deve fare nella cittadella regalata dall’Eni, in altre epoche, alla città? «Abbiamo un obiettivo - sono ancora parole del sindaco -: triplicare gli iscritti alle attività sportive nel giro di un anno, un anno e mezzo. Il centro sportivo di via Caviaga può passare da 500 a 1500 utenti. Ha il nome giusto e le potenzialità per un grande rilancio che passa anche attraverso un battage di comunicazione. Però occorre superare la pessima nomea e io qui ribadisco: i disservizi sono finiti, il cerchio si sta chiudendo. Non è più il centro sportivo “che non funziona”». Si è parlato di ristoranti, di nuove strutture sportive, ma su questo capitolo Dompé è cauto: «Invito a guardare al già fatto. L’Ice Palace, la pista del ghiaccio, e i 78 alberi nuovi un anno fa non c’erano. Non c’era nemmeno il milione e mezzo di euro che Eni verserà con il sesto palazzo uffici. Comunque, chiunque investa nel centro lo deve fare all’insegna dell’efficienza energetica. La piscina è andata in cortocircuito, con il colpevole concorso delle ex amministrazioni, perché non hanno migliorato impianti anni Sessanta e Settanta». Infine una battuta sui lavoratori ex Gism: «Noi non facciamo demagogia del lavoro. Tutti conserveranno il posto almeno fino al 31 dicembre 2011».Fonte: Il Cittadino

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