sabato 27 novembre 2010

Brembio, Secugnago e Turano anticipano l’unione comunale - «Avremo servizi migliori e costi ridotti» - Le amministrazioni avviano uno studio di fattibilità in collaborazione con l’Anci in vista di una stretta collaborazione

Brembio, Secugnago e Turano verso l’unione comunale: servizi unificati per tre diverse comunità e amministrazioni. I colloqui in corso tra i sindaci dei tre comuni sono molto avviati e ormai anche le rispettive giunte sono già state coinvolte. Il prossimo passaggio porterà il 16 dicembre prossimo a un incontro delle rappresentanze comunali con esponenti di Anci Lombardia, che porteranno le loro esperienze e competenze in tema di unione dei comuni. «Con questa unione anticipiamo i tempi della legge e scegliamo con chi fare l’unione, senza aspettare che altri decidano al posto nostro - spiega Giuseppe Sozzi, sindaco di Brembio -. Noi partiamo con la normativa attuale, ben sapendo che nel frattempo potrebbe cambiare per legge. Ma intanto ci portiamo avanti. Dal punto di vista operativo svilupperemo uno studio di fattibilità, probabilmente proprio con Anci Lombardia, per capire quali servizi far partire prima, quali dopo. È necessario però che tutti capiscano ormai che non è più possibile avere tutti i servizi allo stesso modo in tutti i comuni. Mettersi insieme ripartisce meglio competenze e spese, e migliora i servizi».In futuro, dunque, i tre comuni potrebbero avere un unico responsabile di ufficio tecnico o un unico servizio di segreteria comunale. Ciascuno continuerà ad avere l’apertura al pubblico come oggi, ma le spese di gestione saranno abbattute e le programmazioni di servizi potranno avere una base comune e più forte, meglio ripartita. «Si tratta di mettere insieme i servizi, quelle sovrastrutture necessarie alla macchina comunale e che costano - dice Umberto Ciampetti sindaco di Turano -. Noi abbiamo già avviato servizi insieme ad altri comuni, oggi vogliamo fare un passo ulteriore anche grazie all’affinità con Brembio e Secugnago, un’affinità territoriale che è anche un’affinità di intenti e di volontà con i due colleghi sindaci».Sindaci di aree politiche differenti, che però si sono ritrovati accomunati dall’interesse di migliorare i servizi ai cittadini e razionalizzare le spese. E in questo modo costituiranno un bacino unico da 6mila abitanti, in cui ciascun paese manterrà la propria amministrazione comunale, ma servizi, competenze e in alcuni casi anche scelte saranno demandate all’unione dei comuni.«Saranno mantenute tutte le forme di rappresentanza care alle comunità, a partire dai consigli comunali e dal sindaco, e in ogni caso metteremo in campo molti strumenti di informazione e consultazione delle comunità stesse - conclude Mauro Salvalaglio, sindaco di Secugnago -. Al tempo stesso però l’azione amministrativa potrà svilupparsi in modo migliore, su un ambito territoriale più vasto e con obiettivi più alti. L’unione fa la forza, e la fa ancora di più nel nostro caso perché non siamo costretti a unirci da ordinamenti superiori, ma scegliamo con chi stare e in che modo».Fonte: Il Cittadino

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