Rifiuti abbandonati, una pista ciclabile ancora monca e sullo sfondo i ruderi di uno stabilimento industriale. É questo il ritratto dell’area ex Sicc, sulla riva sinistra del fiume. Dopo anni di lavori, la zona appare un cantiere non del tutto compiuto. É stato realizzato un imponente argine, che inizia con un muro lungo il corso dell’Adda e poi s’inoltra nella campagna diventando un rilevato in terra. E sulla sommità è stato creato un percorso naturalistico per le bici. Ci sono persino dei faretti per illuminare il tracciato durante la notte. Peccato però che il lungo sentiero non sia terminato: alla fine della pista ci si scontra infatti con delle barriere in legno e i ciclisti sono costretti a fare un salto di almeno un metro, per immettersi nella rotonda per Boffalora. Per non parlare poi degli scarti, che si notano qua e là, su cui nei giorni scorsi c’era stato anche un intervento delle autorità. Immondizia che trasmette un senso di abbandono e di scarsa cura, in una distesa di campi che è stata pensata come il polmone verde del capoluogo. Qui grande è stato l’impegno della provincia di Lodi, per ripiantare gli alberi. Addirittura i prati sono stati ripopolati con 10mila nuove essenze arboree. Si tratta di salici, querce, ontani, pioppi. Una massa che sta crescendo e andrà a costituire un pezzo della foresta di pianura, proprio a confini del capoluogo, in un ampio spazio (circa 11 ettari) che comincia oltre la riva alla sinistra del fiume. Sono campi ceduti in comodato d’uso da un proprietario alla provincia, per un periodo di 30 anni. Su queste immense distese palazzo San Cristoforo ha il compito di realizzare un’opera di compensazione ambientale, dopo l’intervento delle motoseghe che aveva fatto scomparire il saliceto in riva al fiume. Un massiccio taglio avvenuto nel corso della costruzione dell’argine, promosso dal comune di Lodi. Per questo l’amministrazione municipale ha il dovere di versare annualmente nelle casse della provincia una somma di circa 8.500 euro all’anno. Ma fino ad ora in via Fanfulla sono rimasti a bocca asciutta. Da quando è diventato operativo l’accordo, due anni fa, quelle somme non sono ancora state liquidate. «Stiamo definendo la procedura, ma al momento non abbiamo ricevuto nulla», fa sapere senza intento polemico, l’assessore provinciale Matteo Boneschi. E da palazzo Broletto informano che sul tema è già previsto uno stanziamento. Una parte della zona che si trova in area ex Sicc è stata inoltre acquisita direttamente dal comune, dove andrà a realizzare il progetto di Lodi beach, una spiaggia con imbarcadero per animare il lungo fiume. E anche la pista ciclabile dovrebbe essere sistemata dal comune, con la prosecuzione dell’argine per Boffalora d’Adda. Infine la palazzina uffici della ditta dismessa Società italiana cementi e calcestruzzi (Sicc) potrebbe essere a breve demolita dai privati, per tornare a costruire in riva all’Adda. Lo stesso piano di governo del territorio, adottato da palazzo Broletto, prevede che su quell’area si possa realizzare un insediamento residenziale. Fonte: Il Cittadino
mercoledì 17 novembre 2010
Lodi - Rifiuti, ruderi e una ciclabile “monca” - Già definiti accordi tra Provincia e Comune per il rilancio di un’area della città che ora appare troppo trascurata - All’ex Sicc resta molto da fare ma sono imminenti gli interventi
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