I carabinieri danno scacco al mercato della droga. Quattro i sequestri eseguiti quest’anno, due a San Donato e uno a San Giuliano, un numero in crescita rispetto al passato: 120 chili di stupefacenti distrutti (hascisc, eroina e cocaina) per un valore sul mercato di circa 500mila euro. E i controlli continuano, paralleli ad un filone d’indagine che vede San Donato e il suo circondario come basi logistiche per la commercializzazione della droga nell’hinterland. In pratica qui, generalmente in zone lussuose, si nasconde la “merce” che viene prelevata di volta in volta per piazzarla fuori città. È un po’ questo il tratto distintivo che si nota in una serie di operazioni che hanno portato nel 2010 all’arresto di quattro persone. L’ultimo sequestro è avvenuto la settimana scorsa, in un box di via Pascoli, dove sono stati scovati 220 panetti di hascisc nascosti nel cofano di un’automobile. L’altro blitz, in via Libertà, in pieno centro a San Donato è stato organizzato in un insospettabile appartamento affittato ad una ragazza romena che aveva dato false generalità alla proprietaria per ottenere la locazione, quando poi il locale era gestito dal convivente albanese che lo utilizzava come centrale di confezionamento e spaccio: sono stati rinvenuti 13 chili fra eroina e cocaina già confezionata e raffinata in panetti. Il mese scorso, invece, dopo uno spericolato inseguimento è stato arrestato un latitante marocchino in possesso di 30 chili di “fumo”. Sequestro anche a Paullo, in un appartamento di uno stabile signorile, dove dopo un controllo casuale ad un marocchino che aveva tentato di fuggire è stata trovata cocaina ed eroina del peso di circa 17 chili. Nel novembre dello scorso anno a Riozzo, invece, quattro persone sono state arrestate e 18 chili di “polvere bianca” rinvenuti. I militari sospettano che siano molti i covi di questo tipo, di fatto introvabili poiché ricavati in grandi stabili dove poche persone si conoscono. Alcuni stranieri prendono in affitto abitazioni pagando regolarmente e senza batter ciglio impegnativi canoni, di fatto non facendosi mai vedere dai locatori, oppure impiegando prestanomi fuori dai traffici illeciti. In particolare San Donato, per la sua posizione strategica e il reddito alto dei suoi abitanti, per gli spacciatori rappresenta un luogo ideale per creare appartamenti-magazzino. «L’aiuto dei condomini e degli amministratori, oltre che dei proprietari di immobili che notano movimenti sospetti - fanno sapere dall’Arma - diventano fondamentali. Basta che li riferiscano anche in forma anonima alle forze dell’ordine consentendo di intervenire in modo risolutivo laddove la norma lo consente: ad esempio, grazie a segnalazioni anonime i militari stanno procedendo ad una complessa opera di monitoraggio e di intervento, di concerto con la procura distrettuale della repubblica di Milano per la confisca di alcuni appartamenti».Fonte: Il Cittadino
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