sabato 27 novembre 2010

Orio - «Il Lambro deve essere un’opportunità» - Il sindaco Cappelletti, in prima fila nel progetto di tutela, lancia l’appello alle realtà vicine per unire forze e risorse - Da Orio parte il rilancio del corso “più inquinato d’Europa”

Recuperare quello che era il «fiume più inquinato d’Europa» e rilanciarne la storia millenaria. Proprio questo è il sogno nel cassetto dell’amministrazione comunale di Orio Litta, paese dove il Lambro sfocia nel Po.«Il rilancio del Lambro e la sua fruibilità sono un mio pallino, è vero - interviene il sindaco della borgata Pierluigi Cappelletti -. E del resto, se ci sono scuole della Brianza e del Milanese che da vent’anni arrivano qui proprio per vedere il Lambro perché non crederci?». È una storia travagliata, in effetti, quella di questo fiume lombardo. «Con l’avvio del depuratore di Nosedo la situazione delle acque è molto migliorata - sottolinea Cappelletti -. Anche i fatti tragici dello scorso febbraio, con l’inquinamento da oli combustibili, si stanno fortunatamente risolvendosi. E ancora: la foce è tornata bella da vedere, è stata sistemata, non ci sono più le chiatte della vicenda “Rifiutopoli”».Il progetto amministrativo denominato “Lambro da vivere” nasce proprio da qui. «Un’idea che deve ancora trovare la sua definitiva elaborazione ma che ha già chiaro i suoi contenuti - spiega Cappelletti -. Un esempio: creare appostamenti per amanti di “bird watching” (l’osservazione degli uccelli) ed una zona di monitoraggio delle acque, pensando poi a zone di sosta ideali per le scolaresche in cammino nel verde, facilmente raggiungibili con i percorsi ciclabili che dalla foce di Orio possano portare fino a Livraga. Peraltro - continua il primo cittadino - proprio Orio e Livraga sono paesi che hanno radici comuni ed offrono un contorno di perle artistiche di assoluto pregio: penso a villa Litta Carini e Cascina San Pietro a Orio, villa Vittadini, il Museo della civiltà contadina e la chiesa di San Bassiano a Livraga. Come dire: esiste un percorso culturale che lega i due comuni, favorito dalla ciclabile verde della Venere che partirà nella prossima primavera».E la collaborazione fra i comuni potrebbe allargarsi. «Il Lambro finisce nel Po presso Corte Sant’Andrea - ricorda Cappelletti -. Di conseguenza il discorso è apertissimo anche per Senna Lodigiana e Somaglia, realtà con caratteristiche e storie simili alla nostra e con i quali siamo in sintonia».Ad accendere i riflettori sulla possibilità di rilancio del Lambro ci penserà già l’incontro che giovedì 9 dicembre l’amministrazione comunale di Orio Litta promuoverà assieme all’associazione Legambiente, all’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), alla Provincia di Lodi e ai comuni lodigiani rivieraschi del Lambro.Fonte: Il Cittadino

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