sabato 13 novembre 2010

San Fiorano - Il parco “parlerà” il lombardo - veneto - Via libera all’unica offerta per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico con un investimento di 21 milioni - Il bando sull’ex base Nato a un pool di ditte padovane e lodigiane

La “green economy” (economia verde) del Lodigiano prende casa a San Fiorano: aggiudicato il bando di gara per la realizzazione all’ex base Nato del più grande parco fotovoltaico della Lombardia. L’annuncio è arrivato a sorpresa nel tardo pomeriggio di ieri: anticipando i termini di apertura delle offerte fissati originariamente a martedì prossimo, la commissione aggiudicatrice si è riunita ieri, dando corso all’apertura dell’unica busta di partecipazione arrivata in municipio a San Fiorano. I commissari hanno espletato tutte le necessarie verifiche, quindi hanno validato l’offerta pervenuta, assegnando l’appalto: ad aggiudicarsi la realizzazione dei 6 megawatt del parco fotovoltaico all’ex base Nato (un investimento stimato in poco più di 21 milioni di euro) è stata l’associazione temporanea di imprese (Ati) formata da quattro aziende: l’azienda capogruppo è la Mattioli spa con sede a Padova, l’impresa mandante è la S.T.E Energy sempre con sede a Padova, mentre le due aziende mandanti cooptate parlano lodigiano e sono la Forlani di Cornegliano Laudense e la Immobilele con sede a Milano ma legata ad un importante nome imprenditoriale di Sant’Angelo Lodigiano. «Sono contentissimo - così ieri il sindaco di San Fiorano Antonio Mariani -. Questa amministrazione ha sempre creduto nel progetto di un parco fotovoltaico all’ex base Nato. Adesso quel che poteva sembrare un sogno diventa possibilità reale». Il parco fotovoltaico sull’ex base Nato coprirà il fabbisogno energetico di circa 1800 famiglie ed eviterà ogni anno l’emissione in atmosfera di circa 2700 tonnellate di anidride carbonica. Grazie alla formula del “project financing”, sarà interamente realizzato dall’Ati, mentre il comune di San Fiorano assumerà la veste di soggetto responsabile nei confronti del Gestore del servizio energia e di titolare del contatore di produzione e scambio verso la rete nazionale. In cambio l’Ati dovrà elargire al municipio un bonus annuo non inferiore a 150mila euro. Di più: accanto all’impianto da 6 megawatt, dovrà costruire anche un impianto “satellite” da 150 chilowatt, in uso esclusivo al comune, che potrà rendersi autosufficiente nel consumo di energia per usi pubblici (municipio, scuole, pubblica illuminazione). «Mi preme ringraziare la Provincia, che in questa avventura è stata partner fondamentale di un piccolo comune come il nostro - ha dichiarato Mariani -. A palazzo San Cristoforo chiediamo ancora collaborazione: proprio la Provincia, infatti, sarà l’ente che dovrà dare le autorizzazioni uniche richieste per dare il via all’operazione. Dal canto nostro, ce la metteremo tutta per riuscire a catturare il sole il prima possibile». Fonte: Il Cittadino

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