Legambiente Lombardia deposita solo in queste ore il preannunciato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la centrale fotovoltaica di cascina San Bruno, nel territorio pianeggiante di San Colombano verso Orio Litta. Primo obiettivo: ottenere una sospensiva delle autorizzazioni, che sono ben 13, perché l’associazione del cigno ritiene che questa serie di impianti realizzati uno vicino all'altro, formalmente da società diverse, dovessero essere autorizzati con la valutazione di impatto ambientale, necessaria invece solo qualora un singolo impianto superi il megawatt di potenza elettrica. Controparte del ricorso è il comune di San Colombano al Lambro, «presso il quale - ricorda il vicepresidente di Legambiente Lombardia Sergio Cannavò - abbiamo faticato non poco per ottenere i documenti necessari a presentare questo ricorso». Una volta avvenuto il deposito, potranno costituirsi a sostegno della legittimità delle autorizzazioni comunali anche la società Quotidia di Codogno, che ha ideato il progetto, o la Provincia di Milano, per la quale sono passate le pratiche. Legambiente non è contraria agli impianti fotovoltaici a pannelli solari, anzi, ma sottolinea che il 14 per cento del territorio regionale è di fatto coperto da tetti o piazzali. L’associazione non è contraria neppure ai pannelli nei campi, come invece avverrebbe a San Bruno, ma purché non si sostituiscano completamente all’attività agricola, altrimenti diventerebbero un’altra forma di consumo di suolo, con il rischio di non reversibilità. «Per questo motivo per grossi impianti serve la valutazione d’impatto ambientale e la Regione fa le sue prescrizioni», ricorda Cannavò. Secondo Legambiente “il progetto di San Colombano non prevede la convivenza tra agricoltura e pannelli” e “il comune non ha imposto la Via (Valutazione di impatto ambientale)” che, secondo il presidente regionale di Legambiente Damiano Di Simine, «è anche un fondamentale presidio per la trasparenza». I lavori per la posa dei pannelli sono già cominciati, per cercare di accedere quanto prima ai contributi del “conto energia”, mentre risulta che nelle scorse settimane, quando venivano notificati gli atti preliminari al deposito del ricorso, erano partite telefonate anche da un esponente della Provincia di Lodi, dirette a rappresentanti o militanti di Legambiente, per invitare a riflettere prima di imboccare la strada del ricorso al Tar. Ma alla fine il ricorso si fa. I giudici decideranno se ha ragione Legambiente o, invece, il comune di San Colombano.Fonte: Il Cittadino
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