martedì 4 gennaio 2011

Lodi - Dopo il maltempo una lunga crepa mette in pericolo l’antica Pusterla

Una lunga crepa mette a rischio la Pusterla di San Vincenzo. Le antiche mura di piazzale 3 agosto, che riportano anche una targa con la data di fondazione di Lodi, versano infatti in uno stato di degrado. «Lì un tempo esisteva un monastero delle benedettine di San Vincenzo, poi è stato eretto anche un teatro sociale e quindi il teatro Verdi - ricorda Angelo Stroppa della società storica lodigiana - è un luogo della memoria e di valore per Lodi e il territorio, un colle dove è stata fondata la città e dove è stata insediata la porta che controllava la via di accesso per Milano. E ora in quelle mura una crepa pare sempre più larga».Una situazione tenuta sotto stretta osservazione dal comune di Lodi, che ha anche dato inizio ad uno studio per la messa in sicurezza dell’antica struttura. «L’ufficio tecnico dell’amministrazione municipale sta compiendo un monitoraggio attento e ha anche avviato da qualche mese uno studio di progettazione per favorire un prossimo intervento - fa sapere l’assessore ai lavori pubblici di palazzo Broletto, Enrico Brunetti - stiamo facendo tutte le analisi per cercare di capire le esatte condizioni dell’opera. Il passo successivo sarà poi l’interessamento delle soprintendenze, per concordare un intervento di sistemazione». Tra l’altro proprio su quell’argomento era stata avanzata in comune un’interrogazione urgente dall’esponente della Lega nord, Mauro Rossi. E già nei mesi scorsi dai banchi della giunta era arrivate rassicurazioni sull’analisi delle condizioni delle mura e delle opere di sistemazione. «I lavori potrebbero essere avviati a breve - continua l’assessore Brunetti - ovviamente prima si tratta di concludere la diagnosi che abbiamo intrapreso e poi saremo pronti per valutare natura ed entità del cantiere che dovrà essere incominciato, che nel caso concerteremo con le Belle arti». Come elemento simbolico della fondazione della nuova Laus, in piazzale 3 agosto è stata posata inoltre la statua di Federico Barbarossa che scruta l’orizzonte, per ricordare gli avvenimenti del 3 agosto 1158 sul Colle Eghezzone. Fonte: Il Cittadino

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