I posti letto mancano ancora e nulla è cambiato. A rilanciare l’allarme sugli ospedali della Bassa è ancora una volta la Uil. «Avevano promesso che entro il 16 novembre avrebbero riaperto i 10 letti di geriatria che erano stati chiusi - denuncia la responsabile della sanità Rosi Messina -, invece ne hanno aperti soltanto 3. Gli altri 7 dove sono finiti?». Il direttore sanitario di presidio Paolo Bernocchi, in questo periodo, è sostituito da Valerio Tagliaferri. Secondo quest’ultimo, «i letti riapriranno a breve, appena arrivano i due fisioterapisti che mancano». La Uil è scettica. «Non credo - dice Messina - che il problema sia questo. Il reparto in questione è riabilitativo geriatrico, a supporto della medicina: il personale principale è costituito dagli infermieri». Ogni giorno il pronto soccorso si trova alle prese con il problema dei posti. «Non sanno dove ricoverare i pazienti - aggiunge il segretario -; devono sempre mandare i pazienti all’ospedale di Cremona, Crema o Melegnano. Trattandosi per lo più di anziani lo spostamento diventa ancora più problematico». Domenica scorsa, per esempio, hanno ricoverato due pazienti in ospedali di un’altra Asl. Sono circa 10 alla settimana i ricoveri fuori azienda. «Ogni tanto si trova qualche appoggio fuori reparto - aggiunge Messina - e si mandano, per esempio, le persone con il femore rotto in ginecologia, ma la maggior parte delle volte i letti sono tutti occupati. Anche l’ospedale di Lodi non è in grado di accogliere i pazienti che arrivano dalla Bassa. La settimana scorsa i trasferimenti a Cremona sono stati numerosi. Adesso che stiamo andando verso l’inverno, aumentano le influenze e le polmoniti, la situazione diventa sempre più grave. È vero che 4 ospedali sono difficili da gestire, ma visto che ci sono bisogna farlo. Non vedo però un’amministrazione aziendale presente e attiva. Sarà perché siamo alla fine del mandato? È sempre così. Ogni volta che arrivano dei nuovi manager servono dei mesi prima che si orientino, poi quando si avvicina la scadenza si ferma tutto perché non si sa se i direttori vengono confermati. È la politica ormai che gestisce tutto». Sotto accusa è anche il reparto di cure intermedie di Casale che dovrebbe servire per accogliere i pazienti che devono essere dimessi, liberando letti. Ma il meccanismo si inceppa e i posti non si trovano mai. Il 30 novembre è stato fissato un incontro per discutere del problema.«Per riaprire gli altri 7 letti - ribadisce Tagliaferri - ci mancano davvero i due fisioterapisti. Per la riabilitazione generale e specialistica sono importanti; anche se poi nella generale accettano anche pazienti di natura lungodegenziale, devono svolgere comunque una parte di riabilitazione. Gli infermieri ci sono e l’arrivo di queste figure è imminente: li aspettiamo come una boccata d’ossigeno perché siamo in grossa difficoltà. Il problema vero, poi, è quello delle cure intermedie: dovrebbero accogliere una fetta maggiore di pazienti post acuti. Per la riunione aspetteremo il rientro di Bernocchi che ha seguito la questione».Fonte: Il Cittadino
martedì 23 novembre 2010
Casale - Ospedali, mancano ancora posti letto - «Entro il 16 novembre era stato promesso il ripristino di dieci punti di ricovero in geriatria, ne sono entrati in funzione tre» - La denuncia della Uil riguarda i due presidi di Casale e Codogno
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