È giallo su un incendio all’ufficio meccanizzato postale di Peschiera. Uno dei locali della struttura di via Archimede è stato sottoposto a sequestro e dichiarato inagibile nella notte tra venerdì e sabato (al quale sono già stati tolti i sigilli), a causa del rogo di una macchina affrancatrice e di almeno 3mila lettere. Al momento, comunque, non si esclude nessuna ipotesi sull’origine della scintilla che ha fatto divampare le fiamme, sebbene è probabile che sia dovuta ad un corto circuito agli impianti. È probabile che la macchina affrancatrice, che non è stata spenta (come peraltro doveva essere fatto), si sia surriscaldata. Ma ogni elemento è attualmente al vaglio della sezione di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco. Per spegnere il focolaio i “caschi rossi” sono arrivati con tre autobotti dal distaccamento di Milano, da piazzale Cuoco e da via Benedetto Marcello. Prontamente sul posto si sono precipitati i carabinieri della stazione di Peschiera e del nucleo operativo e radiomobile. Era mezzanotte, quando un dipendente ha visto del fumo uscire dalla porta della stanza dove è custodita la posta dell’utenza business (gli enti, le banche, le società, i liberi professionisti e così via). Di primo acchito ha pensato di aprire quella porta, ma l’ossigeno ha alimentato le fiamme che avevano avvolto le bolgette (le borse per la corrispondenza) e le tre ceste dove erano state smistate le lettere: corrispondenza raccolta nell’arco di una giornata lavorativa, forse 3mila missive, già selezionate e divise secondo la destinazione per tutta la provincia di Milano. L’incendio, che non era di grossa entità, ha però fatto danni enormi. Il fumo ha invaso i locali dell’ufficio postale, annerendo le pareti. Tutta la corrispondenza, che si trovava nel piccolo ufficio per lo smistamento dell’utenza business, è andata distrutta. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti. E, ovviamente, per spegnere il rogo i pompieri hanno dovuto bagnare l’ambiente: il colpo di grazia per la corrispondenza che è stata resa completamente inutilizzabile. Fortunatamente non ci sono stati invece feriti. I caschi rossi, a garanzia della sicurezza, hanno fatto evacuare l’area postale e con i carabinieri hanno eseguito i rilievi di rito. Dai primi riscontri, sembrerebbe che l’incendio sia stato accidentale, anche se il dolo non è stato escluso. È probabile che il tutto sia scaturito da un corto circuito alla macchina affrancatrice ed etichettatrice, per un surriscaldamento. Le fiamme da qui si sarebbero estese alla corrispondenza smistata nelle ceste. Saranno comunque eseguiti ulteriori accertamenti, sulla macchina sottoposta a sequestro. Il resto della struttura è invece dichiarata integralmente agibile e quindi ha potuto continuare a funzionare come se nulla fosse accaduto. Fonte: Il Cittadino
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