Uno dei micropali che sorreggono il ponte galleggiante a San Rocco al Porto è scoperto. L’ultima piena si è portata via una porzione di terra che lo teneva saldo, e per la sicurezza del collegamento mobile tra Lodi e Piacenza i tecnici Anas e Cimolai dovranno intervenire a rimettercela. Non prima però che il livello del Po sia ridisceso sotto i 3 metri e 50, e per questo dovranno passare ancora diverse ore. Quante esattamente è difficile a dirsi, dal momento che il colmo di piena si è registrato domenica ad un’altezza di 4 metri e 50 e l’abbassamento è in corso, ma risulta molto lento. Ieri pomeriggio l’ingegnere Aipo Massimo Valente stimava ci volessero «almeno altre 24 ore», mentre in merito al pericolo di tenuta della struttura precisava: «La situazione è sotto controllo». «Il livello deve scendere di un metro e mezzo - osservava ieri - di certo sappiamo che martedì difficilmente il ponte potrà riaprire, tanto più che per colmare l’erosione si dovrà portare nuova terra sul fondale dalla parte lodigiana». In stretto contatto con l’unità di crisi istituita presso la prefettura di Piacenza, anche il sindaco di San Rocco al Porto Giuseppe Ravera conferma che è solo una questione di tempo: «Adesso l’acqua è ancora alta - spiegava ieri in serata -, la corrente ha portato via del materiale nel punto in cui il micropalo regge il basamento, nulla di grave a detta dei tecnici, ma per ripianare l’erosione si dovrà aspettare che il livello scenda». È la prima volta che l’ingrossarsi del fiume Po va ad intaccare l’alveo del fiume in corrispondenza del ponte mobile, ad oggi si era dovuto al più ripulire la pavimentazione in legno dall’ingombro delle ramaglie trasportate dalla corrente durante le piene. E in alcuni casi rinsaldare i bulloni.Eppure l’intervento in programma sembra davvero non preoccupare i responsabili della sicurezza: «Si tratta in effetti di un’erosione modesta - sottolinea Valente -, per sistemarla ci vorrà sicuramente non più di una giornata».Fonte: Il Cittadino
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