Il consiglio comunale mette la marcia alla rinascita di palazzo Alberici. E il centro città accoglie la notizia con sollievo: proprio questo storico edificio della centralissima via Alberici rappresenta una delle “piaghe” più clamorose di incuria e di abbandono, ricettacolo di sporcizia, di colonie di piccioni, perfino di ratti. Adesso il percorso di rinascita di quella che fu l’abitazione della illustre famiglia Alberici - che diede i natali anche al senatore Piero Alberici, cavaliere di Gran Croce e primo presidente della Corte d’appello di Milano - è però ufficialmente avviato: acquistato da un noto professionista della città, palazzo Alberici sarà quanto prima interessato da un piano di recupero, che ristrutturerà completamente l’antica dimora. «Finalmente si va a sanare una situazione di evidente degrado all’interno della città», ha sottolineato in consiglio l’assessore all’urbanistica Luigi Mori. Diverse le destinazioni d’utilizzo previste per palazzo Alberici. Il progetto presentato dalla proprietà, infatti, prevede nel corpo principale dell’immobile (affacciato proprio su via Alberici) la realizzazione di due negozi a piano terra (con vetrina sotto il portone dell’edificio) e di uno studio professionale al primo piano. L’abitazione privata del proprietario sarà invece ricavata nella parte interna del complesso, affacciata sul giardino della casa. Il tutto, per una ristrutturazione che interessa i seguenti numeri: 450 metri cubi di area residenziale, 350 metri cubi di commerciale, 855 metri cubi di spazi destinati a funzione d’ufficio e direzionale. Il piano manterrà integri i caratteri storico -architettonici del palazzo, in primis la targa commemorativa del senatore Alberici posta sulla facciata e datata 1934. Per quel che riguarda le aree di standard, il comune prevede un incasso di 31mila euro (derivanti dalla monetizzazione di 481 metri quadrati d’area al prezzo di 64 euro al metro quadrato). Abbandonata da anni, casa Alberici è stata fino al 2009 una sorta di “emergenza ambientale” posta in pieno centro a Codogno: tetto sfondato, cornicioni a rischio sbriciolatura, portone d’ingresso smangiato e senza serratura. Nei mesi scorsi, l’edificio è però già stato sottoposto dai nuovi proprietari ad un radicale intervento di pulizia. E adesso l’attesa è tutta per l’approvazione finale del piano e l’inizio vero e proprio del restyling. Fonte: Il Cittadino
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