mercoledì 29 dicembre 2010

Tavazzano - Tra la statale Emilia e la stazione le case “fantasma” di Tavazzano - Ville, cinema e palazzine disabitate testimoni muti del passato della borgata

Tra la via Emilia e il West. Ci si sente così, se si fanno quattro passi lungo una delle vie principali di Tavazzano: via Garibaldi, che conduce dritta dalla statale alla stazione, sembra, almeno in alcuni suoi angoli, uscita da un film western. Con un po’ di gusto del macabro la si potrebbe ribattezzare la strada delle case “fantasma”. Quattro edifici abbandonati, lasciati lì, a far da pranzo e cena per il tempo, la pioggia, le erbacce. E concentrati in poche centinaia di metri. La prima di queste case “fantasma”, entrando in paese dalla via Emilia è, per ironia della sorte, la maravea, la “meraviglia”, una delle case più antiche e belle di Tavazzano. Una bellissima villa d’epoca, all’inglese, con un portoncino, a cui si accede, o meglio si accedeva, da tre gradini. Una volta. Da anni, è evidente, nessuno sale più queste scale e nessuno varca più il portoncino di legno. Dal bel giardinetto, oggi, le erbacce fanno belle mostra di sé, tra i calcinacci e i contatori del gas metano, staccati da tempo. «È un peccato - dicono dal vicino hotel Napoleon, che si affaccia sulla stessa strada -. Solo pochi anni fa questa era la strada più bella del paese. E dovrebbe esserlo ancora, visto che c’è la stazione e in tutto il mondo la strada che porta alla stazione è il biglietto da visita di una località. «Qui, purtroppo, non è così». In effetti, via Garibaldi, con le sue erbacce e le sue persiane pericolanti, non rende giustizia a Tavazzano. «C’è di buono che - continuano dall’hotel - questi edifici non ci hanno mai dato nessun problema, se non dal punto di vista dell’estetica e dell’arredo urbano, né per quel che riguarda topi o insetti, né per il pericolo di crolli». Un po’ prima dell’albergo c’è un’altra palazzina, il cui intonaco, per quel che ne rimane è rosso: vuota da chissà quanto, ha l’ingresso recintato dal nastro rosso e bianco di quello che si usa per delimitare le zone a rischio. La scritta sul cartello fuga ogni dubbio: «Proprietà privata - cortile inagibile - vietato l’ingresso - pericolo caduta macerie». Oltre l’albergo poi, c’è un’altra villetta chiusa da un cancello e un catenaccio, mentre la quarta villetta è abbandonata e dalle sue persiane rotte si può vedere l’interno, vuoto ma in ordine. Sul marciapiede opposto, il cinema parrocchiale giace come un gigante addormentato: è stato chiuso a metà degli anni Novanta, con buona pace di chi, negli anni, aveva trovato lì rifugio nel mondo di celluloide e bugie dei film. Che sia un peccato che quella struttura enorme sia abbandonata così lo dice anche don Gianfranco Pizzamiglio,che ammette che la situazione è triste: « Mi piacerebbe, anche se per adesso stiamo solo parlando di un sogno o poco più, fare qualcosa in quell’enorme spazio, magari un centro parrocchiale, con aule per gli incontri, la catechesi, lo svago. Ma la cifra necessaria ai lavori potrebbe essere di centinaia di migliaia di euro e i tempi sono di grandi ristrettezze». Anche il sindaco Giuseppe Russo è consapevole della situazione non facile di via Garibaldi: «Si tratta di abitazioni private, rispetto alle quali ogni decisione tocca ai proprietari».Fonte: Il Cittadino

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