giovedì 10 novembre 2011

Codogno - Italia Nostra in campo: «Salvate la passerella»

Anche Italia Nostra scende in campo per la difesa della passerella pedonale sopraelevata ai binari. «Realizzato ai primi del Novecento, questo manufatto è davvero molto bello e merita tutela: basti pensare che la passerella di Codogno è l’unica su tutta la tratta ferroviaria Milano-Bologna - interviene il referente di zona di Italia Nostra Paolo Monticelli -. Che dire: come associazione non possiamo non essere in prima linea tra quelli che non vogliono assolutamente che la passerella venga abbattuta».

E dunque: dopo l’appello lanciato dalla Pro loco, anche Italia Nostra fa sentire la sua voce a difesa del caratteristico passaggio pedonale che, nonostante il suo pessimo stato di conservazione, è uno dei simboli (anche affettivi) della città. Gli ultimi aggiornamenti, peraltro, allontanerebbero lo spauracchio della demolizione. La passerella, infatti, sarebbe sottoposta a vincolo di tutela della soprintendenza: l’ufficialità definitiva ancora non c’è, vero è che il passaggio pedonale vincolato lo sarebbe sul serio. «Rete Ferroviaria Italiana sta approfondendo la questione direttamente con la soprintendenza - dichiarava ieri l’assessore ai lavori pubblici Abramo Rossi -. Come comune siamo dunque in attesa che Rfi ci dica ufficialmente se la passerella è o meno sottoposta a vincolo di tutela. Una volta capito questo, ci incontreremo di nuovo e decideremo come muoverci». L’assessore ufficialmente non lo dice, i segnali arrivati finora in comune indicherebbero però che la passerella il vincolo ce l’ha sul serio. E per questo non si può abbattere. Nell’attesa di conferme ufficiali, il piano comunale triennale delle opere pubbliche ha comunque individuato «risorse sia per il restyling della passerella, sia per l’alternativa dello sfondamento del quinto binario in sottopasso - teneva a sottolineare Rossi -. Di certo, come comune siamo disponibili a lavorare con le associazioni interessate alla questione per individuare anche forme di so+stegno economico al possibile intervento di restauro della passerella». In sintesi: più che raccolte firme per la difesa della passerella serviranno raccolte fondi nel caso il manufatto dovesse essere restaurato. Peraltro, nella lettera inviata a settembre da Rfi al comune una prima stima già c’era: un milione e 400 mila euro per dare restyling alla passerella.Fonte: Il Cittadino
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