«L’ala corta del castello Mediceo? Per salvarla ci vogliono 2 milioni e
mezzo di euro». L’appello dell’assessore alla cultura Denis Zanaboni:
«Il progetto per il recupero è alle battute finali, ma ora ci serve
l’aiuto dei soggetti privati». Nei giorni scorsi infatti, davanti alle
commissioni garanzie statutarie e partecipazione e servizi pubblici
sociali, il 30enne Zanaboni ha fatto il punto sull’ala corta del maniero
simbolo della città, che qualche anno fa il comune di Melegnano aveva
rilevato dalla Provincia di Milano.
«L’intervento per il recupero della
struttura - ha tagliato corto l’altra sera l’assessore alla cultura - è
stimato in 2 milioni e mezzo di euro». Di recente l’associazione
ambientalista Italia nostra aveva denunciato la condizioni sempre più
critiche in cui versa il castello di Melegnano. «Per quanto riguarda
l’ala corta, ad esempio - aveva osservato in una lettera il leader di
Italia nostra del sud est Milano Kisito Prinelli -, segnaliamo le
finestre rotte e la persistente presenza dei piccioni che provocano
gravi danni». Il sopralluogo effettuato proprio nei giorni scorsi, poi,
aveva evidenziato le cattive condizioni in cui versa anche la parte
interna dell’ala corta di proprietà comunale. «Le criticità si
trascinano ormai da diversi anni, fermo restando che la nostra
amministrazione ha compiuto diversi interventi sul castello - ha
chiarito Zanaboni -. Mi riferisco in particolare alla sostituzione della
recinzione che circonda il parco del maniero e all’installazione di un
nuovo impianto di illuminazione». Mentre il progetto per il recupero
dell’ala corta è ormai giunto alle battute finali. «Siamo in attesa del
via libera da parte del ministero dei Beni culturali, poi sarà possibile
avviare i lavori - ha confermato lo stesso Zanaboni -. È pur vero però
che, in un momento tanto complesso per le casse comunali, non possiamo
sostenere da soli un intervento di tale portata». In altre parole,
quindi, palazzo Broletto è pronto ad aprire al possibile ingresso di
capitali privati. «Pensiamo a una partnership pubblico-privato da
attuarsi magari attraverso lo strumento del project financing - ha
precisato l’assessore alla cultura -. Dopo aver contribuito al recupero
del castello, insomma, il soggetto privato potrebbe occuparsi della
relativa gestione. Il tutto ovviamente in stretta sinergia con
l’amministrazione pubblica. Solo così - ha ribadito Zanaboni in
conclusione - sarà davvero possibile salvare un monumento tanto
importante per la nostra città».Fonte: Il Cittadino