mercoledì 1 febbraio 2012

Melegnano - Castello, servono 2 milioni e mezzo

«L’ala corta del castello Mediceo? Per salvarla ci vogliono 2 milioni e mezzo di euro». L’appello dell’assessore alla cultura Denis Zanaboni: «Il progetto per il recupero è alle battute finali, ma ora ci serve l’aiuto dei soggetti privati». Nei giorni scorsi infatti, davanti alle commissioni garanzie statutarie e partecipazione e servizi pubblici sociali, il 30enne Zanaboni ha fatto il punto sull’ala corta del maniero simbolo della città, che qualche anno fa il comune di Melegnano aveva rilevato dalla Provincia di Milano.
«L’intervento per il recupero della struttura - ha tagliato corto l’altra sera l’assessore alla cultura - è stimato in 2 milioni e mezzo di euro». Di recente l’associazione ambientalista Italia nostra aveva denunciato la condizioni sempre più critiche in cui versa il castello di Melegnano. «Per quanto riguarda l’ala corta, ad esempio - aveva osservato in una lettera il leader di Italia nostra del sud est Milano Kisito Prinelli -, segnaliamo le finestre rotte e la persistente presenza dei piccioni che provocano gravi danni». Il sopralluogo effettuato proprio nei giorni scorsi, poi, aveva evidenziato le cattive condizioni in cui versa anche la parte interna dell’ala corta di proprietà comunale. «Le criticità si trascinano ormai da diversi anni, fermo restando che la nostra amministrazione ha compiuto diversi interventi sul castello - ha chiarito Zanaboni -. Mi riferisco in particolare alla sostituzione della recinzione che circonda il parco del maniero e all’installazione di un nuovo impianto di illuminazione». Mentre il progetto per il recupero dell’ala corta è ormai giunto alle battute finali. «Siamo in attesa del via libera da parte del ministero dei Beni culturali, poi sarà possibile avviare i lavori - ha confermato lo stesso Zanaboni -. È pur vero però che, in un momento tanto complesso per le casse comunali, non possiamo sostenere da soli un intervento di tale portata». In altre parole, quindi, palazzo Broletto è pronto ad aprire al possibile ingresso di capitali privati. «Pensiamo a una partnership pubblico-privato da attuarsi magari attraverso lo strumento del project financing - ha precisato l’assessore alla cultura -. Dopo aver contribuito al recupero del castello, insomma, il soggetto privato potrebbe occuparsi della relativa gestione. Il tutto ovviamente in stretta sinergia con l’amministrazione pubblica. Solo così - ha ribadito Zanaboni in conclusione - sarà davvero possibile salvare un monumento tanto importante per la nostra città».Fonte: Il Cittadino
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...