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«'Anvedi i professori, ahò». Quali sono? Quei signori un po' impacciati, con lo striscione "Se pensate che l'istruzione sia costosa, provate con l'ignoranza", che proprio non hanno l'aria di essere habitué delle piazze? In questo fiume di gente che attraversa Roma, colorata, vivace, che canta, che suona - c'è la banda, ci sono i fischietti, c'è una fisarmonica che accompagna una classe di piccolini -, che recita filastrocche, sono tanti quelli come loro, un po' imbranati in mezzo ai liceali. I più scatenati sono i bimbi: «Uno, due, tre stella, la mia scuola si ribella...». Un gruppetto porta cartelli con su scritto "Io sono strumentalizzato". Lo sai cosa vuol dire? "Boh!", poi tornano a soffiare forte nel fischietto.Maledettamente compresi nella parte, i bimbi si sentono e sono i protagonisti, la mamma da una parte e la maestra dall'altra, quegli striscioni fatti apposta per loro: "Ogni bambino è unico, le maestre sono tante". «Che bella manifestazione!», dicono ai lati della strada. Bella sì. Il corteo sta sfilando a Trinità dei Monti da 50 minuti, la testa del corteo ha raggiunto da tempo Piazza del Popolo, e qualcuno al telefonino grida: «Ma dove sei? Ancora a Termini? Ma quanti siete?». Corre voce che ci sono ancora i pullman fermi sul raccordo anulare, e dall'altoparlante danno i numeri: ne sono partiti 40 da Firenze, 18 da Arezzo, 38 dalle Marche, 30 dalla Puglia... Corre voce che nel serpentone della protesta ci siano ottocentomila persone: «No, siamo un milione!».C'è il Gonfalone di Firenze, accompagnato dai costumi rinascimentali che sono emblema della città, c'è quello della Provincia di Napoli, ma ci sono anche i sindaci dei piccoli comuni, quelli con meno di cinquemila abitanti, quelli che perderanno la scuola. Sotto il Gonfalone di Polistena, con la fascia da sindaco, c'è il capo dell'opposizione, Massimo Frana: «Abbiamo votato all'unanimità un ordine del giorno contro la Gelmini, per questo rappresento io il comune: per noi, in Calabria, significa tagliare migliaia di posti di lavoro, 97 scuole nei piccoli comuni, è un regalo alla mafia».Colori e suoni, palloni colorati, il colpo d'occhio dall'alto è di festa, ma ci sono in giro troppe orecchie d'asino (le portano i docenti, le portano gli studenti dei licei), troppe magliette con le frasi della protesta, troppa rabbia: «Referendum, referendum, referendum...». Sono stati i sindacati di categoria a organizzare questa giornata ( Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals), ma il passa-parola è andato assai oltre.Anche i politici sono confusi nella manifestazione, c'è Veltroni, la Bindi, Mussi, Fioroni, c'è Nichi Vendola con Bertinotti, c'è Di Pietro, festeggiati, certo. Ma meno del bimbo che corre con la maglietta verde con su scritto: "Io amo la mia scuola". Ed è arrivato anche il sole... di Silvia Garambois
Fonte: L'Unità.it
Fonte: L'Unità.it
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