E' comune situato a poco più d'un miglio dalla destra dell'Adda e vicino al colatore Muzza. Il nome del paese, che nei documenti antichi compare come "Turranum" o "Taurianum" o "Tuiranum", è stato ricollegato con "Turris amnis", forilizio o torrione dominante l'Adda e la vasta distesa paludosa del Lago Gerundo. La chiesa sorgerebbe appunto sulle fondamenta di quella fortezza. Il luogo fu abitato fin dall'età romana e lo storico Ludovico Chiesa racconta che vi sostò San Siro. Poco prima del mille il Castello di Turano, che apparteneva al nobile lodigiano Pietro Sommariva, fu distrutto dagli Ungheri. Il Sommariva vendette quel che restava del Castello alla illustre famiglia Vignati, dalla quale nacque Giovanni Vignati, famoso signore di Lodi e Piacenza. Turano restò ai Vignati fino al 1499, quando il re di Francia Luigi XII, divenuto signore di Milano dopo Ludovico il Moro ne investì il Conte Lorenzo Mozzanica, senza però privare del tutto i Vignati dei privilegi e delle rendite di cui godevano. Il Conte Mozzanica, che viveva a Turano, dimostrò in più occasioni la propria fedeltà ai francesi e la propria munificenza, sia nello splendido palazzo di Lodi sia in Turano stesso, dove abbellì la chiesa di Santa Maria Assunta e fondò il Monastero di San Lorenzo. Dopo i Mozzanica tennero il feudo di Turano i Modignani, quindi i Visconti, i Cadamosto e, dal 1675, i Calderari, questi vi soggiornarono fino all'estinzione dei feudi e fecero erigere sull'areadell'antico Castello una villa sontuosa celebrata anche dai poeti milanesi del tempo.

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