sabato 17 gennaio 2009

L’azienda corre ai ripari istituendo un servizio navetta più sicuro e invitando i lavoratori a percorrere il tragitto in gruppo.Cresce la paura dopo le molestie subite in strada da dipendenti.

Tre dipendenti dell’Eni aggredite a poca distanza dai palazzi uffici, dove sarebbero stati messi in atto anche tentativi di molestie. L’episodio più recente sembra risalga al 7 gennaio, mentre gli altri casi, in base alla ricostruzione di alcuni lavoratori, farebbero riferimento alle due settimane precedenti. Una delle donne che è incorsa in un brutto incontro, sarebbe in particolare una consulente, mentre le altre due farebbero parte dell’organico di “colletti bianchi”. Teatro delle aggressioni, pare sia via Fabiani, o comunque i percorsi che dallo storico comparto di terziario conducono alla metropolitana, laddove in effetti sono stati potenziati i controlli delle forze dell’ordine, come richiesto dalla stessa compagnia petrolifera. Inoltre, l’azienda ha anche divulgato una comunicazione ai propri dipendenti (in circolazione sulla rete Internet interna “my.eni”), con l’obiettivo di prevenire altri episodi del genere, in cui vengono resi noti i provvedimenti intrapresi. «Dal 13 gennaio - viene fatto presente - Eni estenderà il servizio navetta che collega gli uffici alla metropolitana. Nella fascia serale, il servizio sarà quindi garantito a intervalli di 10 minuti dalle 16.40 fino alle 19.30. Viene altresì fatto presente che «la compagnia dei carabinieri di San Donato ha assicurato un presidio supplementare, nella fascia oraria compresa tra le ore 15 e le ore 20 nei giorni lavorativi».

Altri accorgimenti riguarderebbero in particolare le strade da utilizzare, con l’indicazione di evitare zone decentrate e scorciatoie, dove è potenzialmente più elevato il pericolo di fare brutti incontri. «Per ridurre ulteriormente i rischi - è stato comunicato -, si raccomanda di scegliere il percorso più trafficato e illuminato per la metropolitana, privilegiando viale De Gasperi e via Caviaga rispetto a via Fabiani, e di organizzarsi con altri colleghi per percorrere la strada insieme». Particolare preoccupazione è stata mostrata sia da un gruppo di dipendenti donne, che tutti i giorni effettuano il tragitto verso la metropolitana, sia anche dai sindacati che, confermando i fatti, non nascondono i loro timori rispetto ad un clima di allarme. Del resto, se la questione coinvolge soprattutto gli impiegati, in questo caso quelli in prossimità dell’area del “Centro studi”, la questione assume particolare rilievo anche per il resto della cittadinanza.Sebbene sia stato subito potenziato il presidio al fine di assicurare maggior tutela, le strade secondarie che conducono al terminal sono già state teatro in passato di episodi spiacevoli. In questa vicenda l’aspetto più critico riguarda proprio l’avvicendarsi di tre episodi uno dietro l’altro, avvenuti nel corso delle festività, periodo nel quale, a causa delle ferie, il passaggio dei dipendenti si è ridotto. La notizia sta trapelando solo ora dal quartiere storico del terziario, dove gruppi di lavoratori, anche di altre divisioni, in queste nebbiose serate di scarsa visibilità, all’uscita degli uffici si stanno muovendo con particolare cautela.
Fonte: Il Cittadino

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