mercoledì 25 febbraio 2009

Nucleare, la corsa al no di sindaci e governatori: «Non nel mio territorio»

ROMA (25 febbraio) - Il governo annuncia il ritorno al nucleare e da governatori regionali e sindaci delle zone candidate a ospitare una centrale arriva subito un coro: no a una centrale sul mio territorio.

La volontà del governo è chiara fin dai tempi della campagna elettorale: sì al ritorno all'atomo. Più complicato sarà quando si tratterà di decidere dove collocare le nuove centrali. Le ipotesi su dove potrebbero essere costruiti gli impianti hanno già cominciato a circolare da tempo: si torna a parlare di Montalto di Castro (una centrale già riconvertita dal nucleare all'olio combustibile e al gas a costi spaventosi) e di Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano, i quattro siti dove le centrali atomiche italiane erano attive negli anni '70.
Ma ci sarebbe anche una misteriosa lista segreta con una serie di nuove possibilità, fra cui quella di Ragusa in Sicilia. Oggi sono quindi partite subito le proteste e le dichiarazioni contrarie di molti amministratori locali, soprattutto del Pd, mentre il partito guidato da Dario Franceschini chiede al governo di riferire "urgentemente" al Parlamento sull'accordo siglato martedì con la Francia per i nuovi reattori. Forte e chiaro poi anche il no delle associazioni ambientaliste.
La retromarcia della regione Lazio. Il 25 maggio scorso il governatore Piero Marrazzo si era dichiarato possibilista sull'ipotesi di un impianto nucleare nel Lazio: «Siamo pronti a discutere col Governo, se ci chiama», aveva detto all'agenzia Ansa. Oggi invece ha rilasciato questa dihiarazione: «Nei rapporti con il governo nazionale abbiamo bisogno di interventi oggi, di non disperdere le risorse in progetti futuribili e che arriveranno a tempo scaduto, di rincorsa a un nucleare, magari con tecnologie obsolete e magari collocate in aree del nostro territorio che già soffrono di un'elevatissima concentrazione di strutture di produzione energetica». Nettamente contrario poi il suo assessore all'Ambiente Filiberto Zaratti: «Il Lazio non è disponibile all'individuazione sul proprio territorio di alcun sito atomico per future centrali nucleari».
La provincia di Viterbo: allarmante centrale a Montalto. «La notizia che Montalto di Castro possa essere indicato come sito di una centrale nucleare, sebbene non ufficiale, non può che destare allarme e preoccupazione», afferma il presidente della provincia, Alessandro Mazzoli. «Dopo oltre 20 anni si cerca di riproporre un'iniziativa bocciata dal referendum. Non ci sembra la soluzione più appropriata», aggiunge sostenendo che «prima di tutto, occorre interpellare i cittadini».
Il no di Martini. «Personalmente sono contrario a una centrale nucleare nella mia regione, ma il mio mandato scade nel 2010 e la decisione toccherà a chi verrà dopo di me», ha detto Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, intervenendo a Radio 24.
«Non vogliamo il nucleare in Piemonte», ha tagliato corto la presidente della regione Mercedes Bresso, ricordando che il Piemonte ha scelto di puntare sulle energie rinnovabili, investendo 300 milioni di euro fino al 2013.
Una centrale nucleare nel Ragusano? «No, grazie», scandisce il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, riferendosi alle voci secondo cui la sua provincia sarebbe tra le 34 località presenti in un elenco di possibili siti. Anche il presidente della provincia di Ragusa Franco Antoci esprime in una nota la sua «netta contrarietà» all'eventualità che venga installata una centrale nucleare sul suo territorio.
Il no dell'alto Adige. Il ritorno all'energia nucleare, secondo l'assessore altoatesino all'energia, Michl Laimer, «è una strada completamente errata che comporterebbe problemi e rischi. Il governo dovrebbe invece puntare sempre più sul risparmio e l'efficienza energetici e sulle fonti rinnovabili di energia».
Fonte: Ilmessaggero.it

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