NAIROBI - Oltre 20 morti e più di 100 feriti, molti dei quali in gravi condizioni. E' il bilancio di una violenta battaglia infuriata oggi a Mogadiscio tra gruppi armati integralisti islamici e truppe governative, attaccate in un loro campo a sud della capitale somala in mattinata. Lo rendono noto fonti concordi, che segnalano che almeno 15 delle vittime finora accertate sono civili (sulla loro case si sono abbattuti colpi di artiglieria pesante), e tra loro c'e anche una giovane madre con la sua bimba. Dall'ospedale di Medina viene reso noto che circa una settantina di persone sono state ricoverate, alcune dele quali in gravi condizioni. La battaglia è iniziata con un attacco effettuata dagli integralisti islamici contro un campo delle truppe governative, situato nell'area di Taleh, periferia sud della capitale. Ma gli scontri sono poi durati per ore.
Ciò mentre appena ieri era rientrato a Mogadiscio da Gibuti il neo presidente Sceikh Sharif Sceikh Ahmed, islamico moderato (era stato alla testa delle corti coraniche quando esse nella seconda metà del 2006 avevano preso il potere in buona parte della Somalia, prima di esserne scacciate dalle truppe etiopiche), che rappresenta l'estremo tentativo per trovare una soluzione negoziata al dramma somalo. Strategia molto appoggiata dalle cancellerie occidentali (l'Italia è stata tra le protagoniste di questa svolta moderata e mediana), dall'Onu e dai Paesi arabi moderati. E che ottiene risultati: gli 'elders', vale a dire i saggi, i capiclan, di Mogadiscio (dove è fondamentale dal punto di vista strategico riportare la pace) hanno oggi condannato con decisione le aggressioni dei fondamentalisti, portate soprattutto dal gruppo degli 'al Shabaab' (in arabo vuol dire gioventù) ritenuti il braccio armato somalo di al Qaida.
Che sembrano perdere consenso tra la popolazione, dopo il ritiro delle truppe etiopiche, avvenuto, dopo due anni durissimi, nella prima metà di gennaio, ma controllano ancora buone parte del Sud e del Centro dela Somalia, e rifiutano ogni dialogo. Ed appaiono ancora in grado di colpire spietatamente, come dimostrano i combattimenti di oggi, e l'attentato contro i peacekeepers burundesi effettuato domenica scorsa, che ha ucciso almeno 11 soldati delle panafrincane; molti di più, almeno una cinquantina, stando alle fonti degli Shabaab. Ma, seppur lentamente, gli osservatori notano che la linea moderata sta prendendo piede: attentati duri, certo, a Mogadiscio; ma poche battaglie sul campo nel resto del Paese. E gli 'elders' sembrano infine avvicinarsi al governo, che in tempi brevi potrebbe rientrare nella capitale.
Fonte: Ansa.it
Nessun commento:
Posta un commento