La terribile tragedia della Shoah raccontata da uno dei sopravvissuti, per insegnare soprattutto i più giovani a non dimenticare. È questo il senso dell’incontro con Nedo Fiano, un ex deportato nell’inferno di Auschwitz che ha descritto agli alunni la sua cattura e il trasferimento in un campo di sterminio. Intervenuto ieri mattina all’istituto comprensivo Gramsci di Mulazzano, di fronte a circa un’ottantina di ragazzi ha ricostruito la sua lunga vicenda nei lager nazisti, fino alla fase della liberazione. Una storia che lo stesso Fiano ha anche riassunto in un libro dal titolo A 5405. Il coraggio di vivere (edizioni Monti, 2003), dove descrive il suo ritorno alla libertà e alla vita dopo il buio di quei giorni.Di fronte ad un’aula magna con molti studenti delle classi terze delle medie, alla presenza della preside Angela Amendola, del referente locale dell’Anpi Gennaro Carbone e dell’assessore alla cultura del comune Luciana Ini, per quasi tre ore Fiano è ritornato con la memoria agli anni ‘30 del secolo scorso, quando per la sua origine ebraica è stato anche cacciato dalla scuola. E insieme alla sua famiglia è stato quindi preso e trasferito di forza in un campo di concentramento. Frammenti di una storia straziante dove la vita era ridotta davvero ai minimi termini, all’interno di edifici ristretti e pieni di persone, e in cui i prigionieri erano maltrattati e molti non riuscivano a resistere. La sua stessa famiglia è stata distrutta nei campi di sterminio e lui è stato uno dei pochi superstiti che ha trovato la forza di raccontare quanto ha potuto vedere. Parte della sua salvezza è stata anche dovuta al fatto che conoscesse la lingua tedesca che gli ha permesso di capire con più facilità degli altri. Prima è stato portato ad Auschwitz, poi liberato dalle truppe americane nel lager di Buchenwald, dove era stato trasferito dai nazisti in fuga, da qui ha ritrovato la libertà e la vita che si legge nell’intensità delle sue parole.
Fonte: Il Cittadino

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