mercoledì 18 marzo 2009

Un asilo per i figli dei dipendenti Eni

Tra le possibili soluzioni c’è il complesso di via Sanguinetti che ospita gli ambulatori destinati a trasferirsi in via Agadir.La struttura aziendale attende ora il via libera del municipio.

All’ombra dei palazzi uffici Eni sorgeranno i primi asili aziendali della storia di San Donato. Il territorio che ospita un ricco e diversificato panorama di terziario, si accinge così ad avviare un progetto rivolto i bimbi dei dipendenti legati alla compagnia petrolifera, la cui storia è corsa per lungo tempo parallela a quella dello sviluppo di San Donato. Sull’iniziativa, la giunta di centrodestra ha già emesso una comunicazione, che è stata vagliata ieri nel tardo pomeriggio in commissione consiliare, prima di approdare sui banchi della politica, per essere licenziata dal consiglio comunale. In base alle ipotesi, tra le strutture candidate ad ospitare spazi per i bimbi, figura il complesso di via Sanguinetti, dove verrebbero smantellati gli ambulatori che, in base a quanto ventilato, potrebbero essere trasferiti nel tratto di via Agadir. E comunque il nuovo servizio per l’infanzia dovrebbe trovare casa nel quartiere di Metanopoli, in prossimità degli uffici, nella stessa zona dove Mattei programmò una rete di punti di riferimento per le famiglie dei lavoratori. Per il momento le anticipazioni svelano che il complesso dovrebbe avere una capienza di 60 bambini della scuola materna e 60 dell’asilo nido, ma anche i numeri, prima di diventare effettivi, dovranno diventare parte integrante di un articolato disegno. «È un progetto, a cui come comune stiamo lavorando da tempo in collaborazione con l’Eni - spiega l’assessore alle pari opportunità, Ilaria Amè -. Sono molto soddisfatta, in quanto credo fermamente che questa sia la strada per fornire un reale supporto alla donna lavoratrice nella conciliazione dei tempi, nell’auspicio che da questo primo esempio pionieristico per il Sudmilano, possano poi sortire altri spunti per ampliare ulteriormente le attività a sostegno dell’occupazione femminile». Tra i benefici che ne dovrebbe ricavare tutta la collettività sandonatese, un aspetto prioritario dovrebbe essere legato all’alleggerimento delle liste di attesa, grazie al fatto che i figli dei dipendenti locali della grande azienda frequenterebbero un nuovo luogo protetto creato appositamente per loro, lasciando libera una quota di posti nelle strutture comunali. Ma gli accordi tra comune e azienda dovranno confluire in una convenzione in cui verrebbero definiti i rapporti tra pubblico e privato. Per il momento è quindi solo l’inizio di un nuovo percorso, che diventerà anche oggetto di dibattito in consiglio comunale, in cui gli schieramenti politici prenderanno in esame tutti gli aspetti legati ad un piano che potrebbe prevedere l’inserimento di una quota del 15 per cento di giovanissimi ospiti non necessariamente figli di genitori che lavorano all’Eni, al fine di mantenere la destinazione ad uso pubblico dell’area di via Sanguinetti.
Fonte: Il Cittadino

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