venerdì 4 settembre 2009

Borghetto - La ciclabile è diventata una “trappola”

Erba che si mangia l’asfalto, cespugli improvvisi, pericolose interruzioni della pista, assenza di segnaletica e di protezioni agli ingressi del percorso: la ciclabile Lodi-Borghetto finisce sotto accusa. Iniziava così un articolo di denuncia pubblicato dal “Cittadino” giusto un anno fa, nel settembre 2008. Dopo 12 mesi, nulla è cambiato, anzi, le poche variazioni sono avvenute in peggio: è questa la lamentela che ogni giorno arriva agli amministratori locali e a quelli provinciali sullo stato di conservazione della ciclabile che corre parallela alla provinciale 23. Proprio come un anno fa, le accuse dei ciclisti riguardano tutta l’asta, ma il tratto più incriminato, dove è impossibile passare inermi da salti, buche, interruzioni e pericoli vari è quello centrale. Dalla località Tripoli a Motta Vigana, fino al sottopasso autostradale e alla rotatoria in località Santa Maria del Toro, dove parte la provinciale 190 per Ossago, il tragitto è martoriato. Al contrario, il tratto terminale verso Borghetto è più curato e comunque percorribile in sicurezza.I problemi maggiori riguardano i cespugli di erba che si sono mangiati l’asfalto della pista, l’assenza degli archetti gialli di protezione per gli accessi, la staccionata di separazione dalla sede stradale che è ceduta in un paio di punti, l’improvvisa interruzione del tragitto in prossimità del sottopassaggio del ponte dell’Autostrada e della Tav, la ferrovia ad alta velocità. Proprio ieri, sollecitati dalle segnalazioni degli utenti e dei cittadini, l’assessore provinciale ai lavori pubblici Nancy Capezzera e i tecnici della Provincia hanno svolto un sopralluogo per verificare le condizioni della pista. «Il collaudo dell’opera non è mai stato fatto, ed è ancora responsabilità delle aziende costruttrici consegnarci lavori fatti a regola d’arte - spiega l’assessore -. Purtroppo, devo dire che in fase progettuale si è preferito risparmiare sulla scelta dei materiali e sulla composizione dell’opera, e oggi ne paghiamo già le prime conseguenze. Capisco che le esigenze di bilancio impongano delle scelte, ma quello che era un risparmio iniziale rischia di trasformarsi in continui rattoppi all’asfalto e in costose manutenzioni».L’amministrazione provinciale chiederà quindi un nuovo intervento di sistemazione alle ditte che hanno lavorato sull’asta, concludendo l’intervento circa un anno e mezzo fa. Diverso il discorso sulla pulizia dalle erbacce, che spetta alla provincia e che sarà effettuato quanto prima. Infine, cattive notizie sull’interruzione al ponte dell’autostrada: infatti il completamento della pista ciclabile spettava inizialmente al cantiere della Tav, ma nel complesso dei lavori quel piccolo intervento fu stralciato. «Dovremo studiare il modo di effettuare quel completamento, sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico - afferma Nancy Capezzera -. Di certo i tempi non saranno brevi e al momento la pista ciclabile è conclusa in questo modo».Fonte: Il Cittadino

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