mercoledì 2 dicembre 2009

Sant'Angelo - Lavori al via, l’ospedale cambia faccia - Due anni di cantiere, il sindaco Crespi chiede di «frenare le fughe dei pazienti che vanno altrove a fare riabilitazione». Opere da oltre 4 milioni: nuove sale chirurgiche, camere e palestra.


Tra due anni l’ospedale di Sant’Angelo sarà “rivoltato” come un calzino. Sale chirurgiche rifatte, reparti di degenza e riabilitazione, palestra e mensa per i dipendenti. L’ospedale barasino da 140 posti letto diventerà accreditabile secondo la nuova normativa. L’Azienda ospedaliera guidata da Giuseppe Rossi ha appaltato lavori per 4 milioni e 350mila euro. Ad aggiudicarsi la gara, tra 11 dipendenti, è stata la Ivces, una società temporanea d’impresa che ha sede a Vigevano e della quale fa parte anche la Rusconi di Sant’Angelo, un’azienda di impianti elettrici. «Ad essere rifatto - spiega il responsabile dell’ufficio tecnico Maurizio Bracchi - è il blocco operatorio del quinto piano, i reparti di riabilitazione e le degenze, ma anche la mensa per i dipendenti, nello stesso piano della cucina».Una delle migliorie proposte dall’impresa aggiudicataria è l’impianto fotovoltaico che andrà a ricoprire il tetto del Delmati e a fornire 100mila Kwh/anno di energia elettrica. È almeno un decimo del consumo totale, ma comunque l’impianto consentirà all’ospedale un risparmio di 50mila euro all’anno.«Tutto l’ospedale - aggiunge Bracchi - sarà dotato di impianto di condizionamento e ogni camera avrà il suo bagno. Attualmente, a Sant’Angelo, l’unica unità accreditabile era il padiglione infettivi. In questa fase stiamo verificando i requisiti dell’associazione temporanea d’impresa. Diciamo che i lavori partiranno a gennaio e dureranno un paio d’anni. Fare i lavori con l’ospedale in funzione, infatti, diventa più complicato». Ad essere ristrutturati saranno tutti e quattro i piani, ma si aggiungeranno locali apposta per le palestre. «Adesso - dice Bracchi - sono ricavate in stanze di degenza dismesse, in futuro, invece, avranno spazi dedicati. Nella parte centrale della palazzina, dove è ubicata la chiesa, ci saranno i servizi e sotto i servizi la parte dedicata alla riabilitazione. Avremo quella motoria, respiratoria e pneumologica. La riabilitazione cardiologica, invece, andrà a Codogno». Il sindaco di Sant’Angelo Domenico Crespi spera, dal canto suo, che i lavori servano a frenare le fughe dei pazienti lodigiani in altri presidi. «Questa politica - dice - potrà dare soddisfazione, sempre che gli spazi vengano utilizzati a pieno. La direzione generale sicuramente ha in mente lo scopo di questo impiego forte di risorse. Speriamo che l’azienda sia in grado di offrire i servizi che i cittadini vanno a cercare altrove. Quelli che soffrono di malattie cardiovascolari per esempio vanno a Montescano e in altri centri di riabilitazione dello stesso spessore. Ci vogliono strutture specializzate. Già nel lontano 1993 avevo proposto di fare una convenzione con la clinica universitaria di Pavia. Sono contento però che questo nostro ospedale, pagato dai santangiolini, sia tenuto nella giusta considerazione. Ho molta fiducia nell’amministrazione ospedaliera che sappia conciliare le aspettative del territorio con le risorse». Assolutamente soddisfatto, invece, è l’ex sindaco Giuseppe Carlin: «Questo progetto - dice - fa parte del piano di rilancio che era stato concordato a suo tempo per potenziare tutti i distretti e gli ospedali. Viene da lontano. Questi indirizzi di realizzare interventi con parte dei fondi delle cascine e parte dei fondi regionali erano già stati presentati nelle vecchie conferenze dei sindaci. Rossi ha lavorato in maniera molto importante per fare in modo che ogni presidio ospedaliero avesse finalmente la sua capacità di sopperire ai disegni del territorio. Se noi riuscissimo a potenziare la chirurgia di Lodi, si potrebbero avere più interventi, più qualità e più servizio. Non possiamo a pochi chilometri di strada avere tutte le chirurgie. Quella chirurgia veloce che porta via spazio al Maggiore può funzionare benissimo a Sant’Angelo, così come la lungodegenza riabilitativa. Bisogna evitare le fughe dal nostro territorio». Carlin non pensa che il presidio di Sant’Angelo ristrutturato possa diventare appetibile per i privati. «Noi siamo per la sanità pubblica che nella nostra provincia funziona bene - dice - . L’importante è che ci siano le caratteristiche. Adesso nominano anche i nuovi primari. Sant’Angelo sarà rilanciato alla grande. Ne sono convinto».Fonte: Il Cittadino

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