venerdì 15 gennaio 2010

Lodi - Un errore o un guasto dietro lo scoppio - Il reattore del reparto liquidi si sarebbe surriscaldato all’improvviso durante una lavorazione mai effettuata prima - Anche la procura indaga per i tre operai ustionati alla Baerlocher


Errore umano o guasto tecnico: queste le prime ipotesi sulle cause dell’esplosione di mercoledì pomeriggio alla Baerlocher Italia di via San Colombano. Secondo fonti attendibili, ma non ufficiali, nel reattore interessato dall’incidente era stata appena avviata una lavorazione che in precedenza non era mai stata eseguita nell’impianto. La temperatura della miscela è aumentata all’improvviso, poi lo scoppio. A occuparsi dell’inchiesta sarà il pubblico ministero di turno Caterina Centola, specializzata negli infortuni sul lavoro. Fino a ieri mattina però nessuna comunicazione ufficiale era stata fatta alla procura riguardo alla presenza di tre feriti, forse perché ritenuti non gravi. Le prime informative giunte al palazzo di giustizia avevano invece subito escluso possibili reati in danno all’ambiente. A fronte di più di un lavoratore ferito, comunque, l’indagine penale è di rito.Per ora è aperto solamente un fascicolo di tipo conoscitivo, un’inchiesta senza ipotesi di reato nè indagati. A occuparsene il nucleo di polizia giudiziaria della polizia provinciale, distaccato presso la procura, che si sta documentando anche attraverso l’attività tecnica dell’Arpa. Il quadro è di un evento accidentale, avvenuto in una struttura che somiglia a un grosso serbatoio. «Disponiamo di dati che ci ha fornito l’azienda - spiega Flaminio Di Girolamo, dirigente dell’Arpa di Lodi - ma per farli nostri dobbiamo prima disporre delle analisi sul contenuto del reattore, che sono state possibili solamente nella giornata di giovedì, e di altri elementi». A partire dai registri delle sostanze che devono essere tenuti in attività a rischio di incidente rilevante come la Baerlocher.Dal quartier generale della multinazionale tedesca, vicino a Monaco di Baviera, ieri in serata è stato diffuso un primo comunicato: «Danni all’impianto di saponi metallici liquidi. Si è verificata un’esplosione con successivo incendio in un impianto di stabilizzanti liquidi, e il materiale interessato è uno stabilizzante liquido, utilizzato come materia prima per la produzione di additivi per il Pvc», questa la prima versione dell’azienda che aggiunge «le cause di questo evento non sono state ancora accertate» e riferisce che i tre lavoratori poi portati in ospedale si trovavano presso la sala controllo del reparto.Baerlocher Gmbh sottolinea inoltre che i danni materiali hanno riguardato un solo edificio della produzione, che il fuoco è stato controllato in poco tempo grazie all’impianto antincendio e al pronto intervento dei pompieri, che hanno evitato danni agli impianti circostanti, e che gli enti locali sono stati avvertiti tempestivamente.Ieri pomeriggio è stato redatto un primo verbale dell’accaduto e sarà istituita una commissione d’inchiesta come previsto dalla “legge Seveso”: «Tra i compiti di questo gruppo di lavoro anche quello di chiarire se si è trattato di un incidente non prevedibile in precedenza, per evitare che in situazioni simili si possa ripetere - aggiunge Di Girolamo -: adesso non possiamo dire cosa è successo, ma dobbiamo arrivare a saperlo. Procura della Repubblica e prefettura possono ovviamente avviare a loro volta indagini, per gli aspetti di loro competenza».Quello che appare certo negli ambienti tecnici è che nessuno si attendeva un’esplosione. Sembra che in precedenza alla Baerlocher per questo tipo di lavorazione, che prevede la miscelazione di un sapone metallico in polvere a una resina epossidica liquida, si fosse usato un sale organico del magnesio, e che invece mercoledì si stesse utilizzando un sale dello zinco. Scopo della lavorazione, produrre un additivo per migliorare la qualità di determinate materie plastiche, il settore in cui il gruppo Baerlocher, 1.200 addetti nel mondo di cui un centinaio a Lodi, è specializzato. Il “fungo” sviluppato inizialmente dall’esplosione era di colore bianco, come i saponi metallici dello zinco, successivamente il fumo dell’incendio appariva nero.Fonte: Il Cittadino

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...