lunedì 18 gennaio 2010

Sant'Angelo - Il Lambro “tappezzato” di macchie d’olio - Polizia provinciale, Arpa e carabinieri cercano il responsabile nel Pavese: le chiazze arrivano da Villanterio - Ennesimo sversamento di idrocarburi nel fiume, ora s’indaga


Macchie d’olio galleggiano nel fiume più inquinato d’Italia. Ancora una volta qualcuno ha deciso di prendersela con il Lambro, dove nella giornata di sabato è stata versata una quantità di idrocarburi ancora da definire.Il disastro ecologico è stato segnalato alle forze dell’ordine dai residenti di Villanterio, al confine tra il territorio lodigiano e quello pavese. Gli abitanti sono rimasti impressionati dalle chiazze di olio che navigavano lungo il tratto meridionale del corso d’acqua.Immediatamente sono stati avvisati i vigili del fuoco e la polizia provinciale di Lodi, guidata dal comandante Angelo Miano. Gli uomini intervenuti sul posto hanno cercato di capire da dove arrivasse la scia di idrocarburi, nel territorio circostante si trovano diverse cascine e alcune aziende.Dal momento che la segnalazione è arrivata alle 18, il buio non ha permesso di continuare il lavoro, così gli agenti sono tornati sul posto anche nella giornata di ieri.«Siamo tornati sul Lambro - conferma il comandante Miano -, ma il fenomeno era questa volta molto residuale. Sono stati fatti tutti i controlli necessari, inoltre sono stati allertati l’Arpa e i carabinieri della provincia di Pavia, saranno loro a continuare le indagini: il fenomeno proviene proprio da quella zona. Si tratta di uno sversamento di idrocarburi, ma le cause potrebbero essere molteplici, il guaio consiste nel fatto che gli idrocarburi si estendono subito sulla superficie, per questo è difficile anche stabilire la quantità».In ogni caso, toccherà alle forze dell’ordine del pavese cercare di acciuffare gli eco-furbetti che hanno causato il problema.Il Lambro è da decenni uno dei fiumi più “tartassati” da chi inquina, i lodigiani ricorderanno la grande moria di pesci che nel 2006 si verificò sul territorio santangiolino. Centinaia di carpe se ne stavano a pelo dell’acqua senza vita; una morte avvenuta probabilmente a causa di un avvelenamento rimasto impunito.Secondo la nuova carta ittica provinciale, sembra che il Lambro negli ultimi anni sia tornato a ripopolarsi, tra le sue acque è ricomparso persino un pesce autoctono come lo Spinarello. La sua salute, però, potrebbe essere nuovamente danneggiata dai continui assalti degli inquinatori.Fonte: Il Cittadino

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