martedì 30 marzo 2010

San Donato - Campagnetta, Gatti porta la questione in Provincia.

La battaglia per la salvaguardia della Campagnetta si accinge a raggiungere i banchi del consiglio provinciale. Nei giorni scorsi il consigliere di minoranza Massimo Gatti, nonché ex sindaco di Paullo, ha infatti protocollato un ordine del giorno nel quale chiede al presidente di palazzo Isimbardi Guido Podestà e all’esecutivo di centrodestra di lanciare un segnale forte. Sollecita infatti l’impegno «a favorire l’istituzione di un nuovo Parco locale di Interesse sovracomunale che comprenda il territorio della Campagnetta; a prevedere l’inserimento della Campagnetta nel Parco Agricolo Sud Milano per impedire qualsiasi edificazione e a rilanciare l’area come monumento storico-ambientale da valorizzare anche con la prossima approvazione del nuovo Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) e a predisporre un apposito stanziamento nel bilancio di previsione 2010 per mettere in atto questi obiettivi». A questo punto, i militanti locali del simbolo di sinistra, sottolineano: «Ci auguriamo che le forze politiche di maggioranza e minoranza che si sono pronunciate a favore della Campagnetta, diano il loro voto favorevole per la salvaguardia dell’area». Nei mesi scorsi infatti a favore della tutela dell’ex canale navigabile dal rischio di una pioggia di mattoni, si sono sommati una serie di segnali provenienti sia dalla Lega nord, che dall’assessore provinciale Luca Squeri. Entrambi hanno portato all’attenzione proposte, sostenute da riferimenti normativi, tese ad inserire il corridoio che corre parallelo alla popolosa via Di Vittorio in un collegamento immerso nella natura tra le Abbazie di Chiaravalle e Viboldone. Se quindi a livello locale il comitato civico “Giu le mani della Campagnetta” ha invitato i sandonatesi di tempestare il comune di cartoline in cui prendere posizione sul delicato tema quale contributo partecipativo alla stesura del Pgt (Piano di governo del territorio), a questo punto la patata bollente passa nelle mani del consiglio provinciale.Fonte: Il Cittadino

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