sabato 22 maggio 2010

Animali selvatici, ancora ritrovamenti: «Ma è meglio lasciarli nel loro habitat»

Piccole lepri o coniglietti selvatici. Ed anche piccoli di fagiano o di civetta. Animali della nostra Bassa che, quando sono ancora in tenera età, suscitano senso di protezione. Soprattutto se, in modo del tutto casuale, li si ritrova tra l’erba e il sottobosco, rinvenuti a sorpresa durante una di quelle camminate all’aria aperta che si fanno con l’arrivo della primavera. Chi si imbatte in questi esemplari solitamente pensa siano stati abbandonati dalla loro madre. Interviene così l’istinto: i piccoli vengono quasi sempre raccolti e portati in qualche centro veterinario della zona. Niente di più sbagliato, però: si crede di fare una buona azione, invece non si fa altro che togliere questi animaletti dal loro habitat naturale e condannarli a morte quasi certa. «Una cosa è sicura- conferma Paolo Zucchi, medico veterinario di Casalpusterlengo, di fronte ad un piccolo coniglietto selvatico rinvenuto nei campi della Bassa, portato nel suo studio da alcuni clienti-: in questi casi valgono regole precise da seguire, scritte e non scritte, che possono essere di vitale importanza per tutti questi animali». La prima è fondamentale: un animale selvatico ha il diritto di restare nel suo habitat naturale, per vivere ovviamente, ma anche per morire. «Del resto - continua il dottor Zucchi - gran parte degli uccelli selvatici abbandonano il nido ancor prima di saper volare, continuando però ad essere nutriti a terra dai genitori. Se non esistono reali situazioni di pericolo (uccelli caduti dal nido in prossimità di strade, cortili o zone molto trafficate da persone o animali, ndr) è sempre meglio non raccoglierli. Cosi facendo, diamo loro una possibilità in più per vivere». È poi molto importante non toccare i nidiacei o i cuccioli in cui ci si imbatte, «in quanto la madre, non riconoscendo più il loro odore, li abbandonerebbe condannandoli a morte sicura», dice il veterinario. Il consiglio in questi casi, dunque, è uno solo: raccogliere i volatili solo se sono molto piccoli (nudi o con poche piume), se sono feriti o se si tratta di rondoni, se invece sono più grandi (e non c’è nessun evidente pericolo immediato) riposizionarli velocemente nel nido o su un ramo. E per i mammiferi? Devono essere spostati in un posto sicuro e ben nascosto ma vicino alla zona in cui sono stati rinvenuti, senza toccarli con le mani nude per non lasciare loro addosso un odore estraneo.Fonte: Il Cittadino

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