Ad occhio sembrerebbero due discariche, niente di più, una all’ex Fornace, l’altra in cascina Bruzzano. La prima, negli anni è stata luogo di “dispersione” di materiali inquinanti, e c’è chi sostiene che tuttora sono presenti; l’altra immersa nella campagna e soggetta a bivacchi abituali di senzatetto e spacciatori. Oggi sono divenute entrambe mete privilegiate per chi voglia abbandonare rifiuti, o magari passare la notte sotto le stelle, a dispetto delle “schifezze” che arredano i posti. Giornali, scarpe di ricambio, sedie, coperte, stracci e un vecchio lume a olio sono segni inequivocabili che qualche sbandato qui ci passi del tempo. Tetti sfondati, cumuli di masserizie, pneumatici, porte divelte, eternit sparso ovunque, persino uno scheletro di motocicletta, sono ammonticchiati qua e là, come pezzi poco pregiati della maxi discarica che si è creata. Una situazione di estremo degrado, che i proprietari, un’impresa edile che fa riferimento alla “Tre Elle Spa” di Borgarello (Pavia), sono pronti a risanare con progetti che prevedono la nascita di ville a schiera. Insomma, via i rifiuti e un bel quartiere tutto nuovo (diciannove villette in tutto) da una parte e un’attività artigianale (3mila metri quadrati di superficie coperta) dall’altra. Ma dal comune non vengono date risposte secondo la società. In realtà, risposte se ci saranno, giungeranno con l’approvazione del Piano del governo del territorio che prevede la messa in sicurezza di queste zone. Ed è chiaro che una bonifica (che si dice ci sia già stata per il sottosuolo, dove qualcuno adombra la possibilità di prodotti tossici interrati) è necessaria. Il libero accesso all’area rende tutto più difficile, anche se il lucchetto dovrebbe scoraggiare le intrusioni. In teoria per entrare all’interno bisogna essere accompagnati, ma in realtà il viavai è più che acclarato. Ed il degrado aumenta, sotto gli occhi di tutti, con una discussione sempre più accesa sui destini di questa e altre aree verdi.Al momento, si fa sapere dal comune, a seguito dei controlli eseguiti «non esistono richieste in merito» su ex Fornace e cascina Bruzzano. Si parlava di residence (per qualcuno una follia, se costruito in mezzo alle campagne) o di villette, ma a quanto pare solo a parole. Dall’altra parte si dice invece sono pronti a giurare che le maestranze aspettano solo di poter intervenire, 25 persone all’ex Fornace per 3 anni e 15 alla cascina Bruzzano per un anno e 6 mesi.Fonte: Il Cittadino
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