Autosole a quattro corsie, i sindaci del Sudmilano la giudicano una buona idea, anche se un pizzico di trasparenza in più da parte di Società Autostrade e Anas non avrebbe guastato. «Che bollisse qualcosa in pentola, fuor di metafora che ci fosse un progetto, lo sospettavamo da mesi per via di alcuni segnali indiretti - apre i commenti Dario Signorini, sindaco di Cerro al Lambro- ma manifestazioni ufficiali di tale intenzione, o magari anche dettagli tecnici, in comune non ne abbiamo recepite. Lo sappiamo anche noi solo da qualche giorno». Sergio Fedeli di San Zenone varia poco le espressioni: «Il progetto è sicuramente positivo ma mentirei a dire che ne fossimo al corrente. Ciò che da anni conosciamo è invece l’intenzione di Società Autostrade di ingrandire la nostra area di servizio, con nuovi parcheggi e l’ipotesi di un albergo interno. Ma questo è un altro discorso». I comuni con un pezzo di A1 entro i loro confini, dall’entrata di Lodi incrocio 235 alla barriera di Melegnano uscita sp 40 Binasca, sono cinque. Lodi Vecchio e San Zenone al Lambro si dividono la parte maggiore dei 17,8 chilometri di carreggiata che sarà portata a quattro corsie spendendo 210 milioni di euro. Cerro al Lambro ne “ospita” ancora una fetta consistente a dividere gli abitati di Cerro e Riozzo, mentre l’ultimo chilometro è in territorio melegnanese. Una fettina marginale, poche centinaia di metri, interessa anche Tavazzano con Villavesco. Sulla carta l’operazione quarta corsia, per ora allo stadio preliminare, appare relativamente facile nella porzione di Lodi Vecchio e San Zenone, mentre le cose si complicano a Cerro e Riozzo. Qui il sindaco va infatti mentalmente alle mappe comunali: «A Riozzo è assolutamente impossibile considerare l’ampliamento dal lato verso il paese - riflette Signorini- le case sono letteralmente a pochi metri dalla carreggiata. È assolutamente limpido che se quarta corsia deve essere, debba essere dall’altra parte, in direzione Bascapè, dove c’è solo campagna. Ritengo che nessuno possa considerare neanche lontanamente un’ipotesi diversa». A San Zenone l’operazione di transito nel baricentro del territorio comunale dovrebbe essere più agevole: «In teoria, ripeto in teoria andando a memoria, non vedo barriere architettoniche sulla nostra tratta - riflette Sergio Fedeli, riservandosi però di aprire meglio le carte urbane. Anche l’amministratore confinante con il municipio di Cerro prima di martedi avrebbe giudicato la quarta corsia tutto tranne che imminente: «Negli ultimi anni l’unica volontà chiara delle compagnie autostradali era indirizzata alla riqualificazione della stazione di servizio. L’idea è di aumentare la superficie di parcheggio dei trasporti pesanti e ipotizzare anche una struttura alberghiera. Ma nessun accenno alla quarta corsia».Fonte: Il Cittadino

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