venerdì 16 luglio 2010

San Donato - Urbanistica dolorosa per Dompè: non convince il baratto del parco - La Lega Nord chiede che il progetto venga valutato discutendo del Pgt

La maggioranza di centro destra scricchiola sull’urbanistica. Per la seconda volta nel consiglio di mercoledì è andato in fumo il tentativo messo in atto dalla giunta del sindaco Mario Dompè di risolvere, con la parziale monetizzazione, la partita legata allo strascico di un vecchio piano di lottizzazione, quello del Quartiere Affari che, in base ad un atto che risale al 1993, prevedeva la realizzazione di un parco di 45 mila metri quadrati nel lotto San Francesco. Riflettori ancora accesi quindi sul quadrilatero di verde attrezzato che non è mai sorto, in quanto a distanza di tempo l’appezzamento è rimasto tabula rasa. La questione, che ha risvolti molto tecnici, è tornata attuale in vista della stesura del Pgt (Piano di governo del territorio), in cui quell’area, una volta svincolata, potrebbe essere rimessa in gioco, con nuovi progetti, in cambio della cessione da parte della proprietà, l’immobiliare Asio, di altri appezzamenti di entità minore. Uno di questi consentirebbe ad esempio la realizzazione di un parcheggio dietro la ferrovia. Inoltre, lo scambio prevede la cessione all’ente locale di un appezzamento di 10 mila metri quadrati presso il comparto “Tecnologico specializzato” collocato sul retro di Cascina Monticello. Infine, il comune, in base al conguaglio finale incasserebbe circa 3 milioni di euro. Ma la proposta sul tappeto, che è già stata pesantemente attaccata dall’opposizione, non convince nemmeno la Lega Nord. Tanto che il punto all’ordine del giorno è stato ritirato, in quanto le tre assenze tra i banchi della maggioranza, a cui si sarebbe abbinata l’uscita di scena dei due consiglieri lumbard, i quali confermano le proprie perplessità riguardo la tempistica della manovra, hanno fatto venire meno i numeri necessari per l’approvazione della delibera. In particolare il capogruppo del Carroccio, Luigi Ghilardi, spiega: «Noi eravamo pronti a non prendere parte alla seduta, perché siamo fermi sulla posizione che questo passaggio doveva slittare per essere incorporato nella discussione sul Piano di governo del territorio». E se già a metà giugno su questo il tasto il Pd aveva alzato scintille, minacciando di ricorrere alla Corte dei Conti, il principale partito di minoranza mercoledì è tornato in aula pronto a partire all’attacco. «In campagna elettorale - ha sottolineato ieri fuori dai microfoni il consigliere Andrea Pasqualini -, il sindaco si era assunto l’impegno di fronte ai cittadini delle Torri Lombarde riguardo il mantenimento delle convenzioni in essere. Promessa che è stata disattesa. Noi contrastiamo fortemente la strategia di mometizzare la possibilità di assicurare ai cittadini un parco da 45 mila metri quadrati. Non condividiamo questa mossa n’è sul piano tecnico, visto che a nostro parere nostro ci sono degli errori, e nemmeno sotto il profilo politico».Fonte: Il Cittadino

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