La vendetta delle risorgive colpisce ancora a Poasco.
Dopo le piogge di Ferragosto la frazione è disseminata di box allagati, ascensori “inzuppati” nell’acqua di falda e quindi fuori servizio, imprese di spurghi a pieno regime. La cava Tecchione sembra una laguna, con isolotti comparsi all’improvviso che in realtà sono pezzi di prato sommersi. E i residenti tornano a invocare la soluzione definitiva del problema, antico quanto è antica questa terra di marcite e bonifiche medievali: «L’unica è pompare l’acqua dalla cava Tecchione e canalizzarla nella Vettabbia, che corre vicinissima. Un’ipotesi non costosissima, già studiata anni fa ma mai portata ad efficacia».Il maltempo del ponte dell’Assunta ha esasperato ancora una volta il problema della falda alta nel borgo che è esattamente sul limite lombardo delle risorgive. Se in tutto il milanese e nella Brianza sono esondati fiumi, qui le acque sotterranee sono tornate a minacciare box, ascensori, zone interrate delle abitazioni. Soprattutto a Sorigherio.In zone come via Schuster e via Pertini da tre giorni gli ascensori sono sigillati. Si sale e scende a piedi, anche gli anziani, perché mandare l’ascensore in cantina significa mandarlo ammollo e trovarselo fuori uso. In molti box e taverne ci sono cinque centimetri di ristagno mentre i pavimenti in marmo degli androni presentano infiltrazioni estese decine di metri quadrati.«Abbiamo la falda che bussa alla porta per l’ennesima volta - riassumono per tutti Enzo De Gregorio e Roberto Rocca, residenti praticamente da sempre a Poasco, quindi in grado di confrontare le cose con il passato - questo «scherzetto» ci costa ogni volta seicento euro di ditta spurghi, perché questo è il costo di un intervento base». Insomma, il Ferragosto per nulla baciato dal sole, almeno a Milano, ha rimesso in moto la natura. «Qui la prima falda, quella non potabile - continuano De Gregorio e Rocca - è a 2-3 metri di profondità. Vuol dire che basta scavare fondamenta di sei metri di una casa e si va già coi “piedi” dentro. Questo è esattamente ciò che è successo con molte costruzioni fra gli anni ‘90 ed oggi». Quando piove molto la situazione peggiora anche perché quella che potrebbe fungere da “spugna” naturale, la vicina cava Tecchione, la falda la spinge sottoterra. «Il Tecchione è una cava chiusa. Ecco perché diciamo che bisogna collegare il Tecchione alla Vettabbia, in modo che si svuoti periodicamente e attinga dalla prima falda».Fonte: Il Cittadino
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