Anche Lodi nella cordata di tredici province, da Alessandria a Ferrara, che tenteranno di acchiappare il sostanzioso finanziamento messo in palio dall’Unione europea con il progetto denominato “Life Plus”. Centinaia di migliaia di euro che verranno assegnati ai migliori progetti per la tutela dell’ambiente presentati dai paesi comunitari, e che il presidente Pietro Foroni ha chiaro in mente come vorrebbe spendere: valorizzando l’intera asta del Po. L’ingresso formale di Lodi provincia nell’alleanza è di mercoledì ma l’annuncio, in anteprima, è arrivato soltanto ieri. Al convegno “Il Po nel Lodigiano: quale futuro?”, in occasione della festa di San Michele ai Morti della Porchera. «Il Po non è un corollario della provincia di Lodi ma un punto centrale del suo sviluppo - ha affermato Foroni - e l’appuntamento con Expo 2015 la “scusa”, intesa come opportunità, per affermare il Lodigiano con i suoi tratti distintivi tra cui certamente il fiume». Se si procederà nella direzione intrapresa, ha proseguito Foroni, la guida di eventi Expo non potrà non contemplare la festa di Corno Giovine, la manifestazione “Ultreya” in programma domenica a Corte Sant’Andrea e poi a Orio Litta per chiudere a Lodi. Dunque la via Francigena come simbolo del turismo religioso nel territorio. E l’enogastronomia, tutte parti integranti della nuova frontiera da percorrere, il cosiddetto turismo di prossimità. Quella al grande fiume dovrà necessariamente passare dalla sua navigabilità e a questo sta lavorando la Provincia. Tanto da averlo posto al centro dell’agenda “Life plus”: «Stiamo parlando di una prospettiva interessante che si fonda su ecologia, economia, educazione ed etica, le quattro “E” del Po - ha proseguito il consigliere provinciale Alfredo Ferrari nell’illustrare l’adesione al progetto europeo - vi hanno aderito anche l’Aipo e l’Università Cattolica oltre alla Provincia di Piacenza, per parte nostra abbiamo sottolineato l’importanza strategica della navigabilità e fruibilità del fiume». Nel suo Dna “Life plus” contiene poi la valorizzazione della biodiversità, e punta ad ottenerla con la rinaturalizzazione delle aree. Un aspetto più che mani decisivo per la salvaguardia tra gli altri dell’ambiente fluviale del Po. «Una risorsa di energia, il luogo dove un tempo si cavavano sabbia e ghiaia e sviluppavano forme di autosostentamento come la caccia e la pesca, oggi andato purtroppo incontro a una progressiva disaffezione» ha ricordato il sindaco di Corno Giovine Paolo Belloni. «La festa di San Michele è il momento per recuperare il contatto col fiume» ha invitato il presidente della Pro loco Ugo Cecconi. Fonte: Il Cittadino

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