Nelle prossime settimane 120 piccoli utenti metteranno piede per la prima volta nella struttura per l’infanzia nuova di zecca e targata Eni. Il complesso recentemente sorto in via Alfonsine, al posto dei vecchi ambulatori, è infatti pronto al taglio del nastro. Basta un colpo d’occhio per notare che i preparativi si sono conclusi e che l’esordiente asilo aziendale che è decollato nella piccola capitale del terziario alle porte di Milano, ha alla sua parte una struttura inserita in modo armonico in un’area di Metanopoli destinata ad ospitare attrezzature pubbliche.Come da programma ospiterà 60 bimbi del nido e altri 60 della scuola materna, di cui 15 per cento sono sandonatesi, sebbene, in base alle critiche che si sono alzate nei mesi scorsi dall’opposizione, sembra che anche la quota riservata ai piccoli cittadini del territorio, sia stata completamente assorbita dai figli dei lavoratori dal colosso petrolifero. È comunque certo che l’inserimento di questi 18 bimbi sgrava per altrettanti posti le liste di attesa negli altri asili della città. Così come, guardando ad un bilancio complessivo, in base alla convenzione siglata da Eni e comune, che è stata avvallata nel marzo 2009 dal consiglio comunale dopo un rovente dibattito, l’ente locale per quattro anni beneficerà di 20 mila euro annui da destinare a progetti riguardanti gli alunni portatori di handicap. Dall’altra parte però, alcuni portabandiera di minoranza anche di recente hanno lamentato che l’inserimento dei figli di dirigenti, quindi in fascia massima di reddito, comporterà una perdita di introiti nelle casse pubbliche. Mentre guardando l’iniziativa nel suo complesso, se in prima istanza era stato fatto notare che il servizio non sorge propriamente all’interno del comparto aziendale, successivamente, quando si è iniziato a parlare del sesto palazzo uffici, il disegno ha assunto maggior chiarezza. Vista l’area in cui sorgerà la futura cittadella per colletti bianchi, anche le distanze infatti si accorceranno, creando maggior continuità tra l’ambiente di lavoro e il punto di riferimento a cui i pendolari che approdano a San Donato affideranno i propri piccoli prima di correre a timbrare il cartellino. Per il resto, la costruzione è sorta in tempi celeri, dopo circa un anno di cantieri, compreso l’abbattimento del vecchio prefabbricato, dove erano allestiti gli ambulatori che sono stati sostituiti dal nuovo centro sanitario allestito in spazi più contenuti presso la ex mensa dell’Eni. Infine, riguardo la gestione, si parla di un’iniziativa all’avanguardia, con una cooperativa di professionisti, a cui Eni ha affidato il servizio, i quali opereranno in un moderno e attrezzato contesto, che le famiglie di frequentanti hanno promosso a pieni voti.Fonte: Il Cittadino
giovedì 2 settembre 2010
San Donato - L’asilo nido dell’Eni ai nastri di partenza - All’interno potranno essere alloggiati 120 bambini mentre la quota del 15 per cento promessa ai sandonatesi non c’è più - Ma sarà destinato solo ai figli dei dipendenti: previste polemiche
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