venerdì 3 settembre 2010

San Giuliano - Il Rinascimento al tempo dei Giganti - Quest’anno Zivido non ospiterà la rievocazione dello storico scontro, ma non mancheranno gli eventi celebrativi - Fiere, mercati e tornei per ricordare la battaglia di Marignano

Ogni anno settembre arriva a ricordarci che San Giuliano Milanese, nonostante tanta modernità cresciuta non sempre bene fra palazzi e quartieri, è uno dei borghi lombardi più ricchi di storia. Tutti i luoghi lungo il tracciato della strada romana,la via Emilia, da Rocca Brivio a Santa Brera a Zivido, fino a cascina Roma di San Donato, raccontano episodi importanti non solo nel nutrito libro della storia locale, ma in quello d’Europa. Il riferimento è, ovviamente, alla Battaglia dei Giganti o battaglia di Marignano, che nel 2010 ci appare distante esattamente 495 anni. Siamo a un’incollatura dal mezzo millennio, un anniversario di quelli che… capitano ogni cinquecento anni. Sarà un passaggio che oltretutto coincide con un altro momento in cui Milano è attesa a dare il meglio di sé: l’Esposizione internazionale del 2015, a Rho ma anche in tutto il territorio regionale. A partire da sabato 4 settembre dunque, e fino a domenica 12, in svariati luoghi di San Giuliano tornerà quell’atmosfera “visiva” del Cinquecento e del Rinascimento che da molti anni costituisce il timbro della memoria dei Giganti. Da tempo infatti le forze impegnate nell’organizzazione della sagra storica hanno decisamente puntato sugli aspetti della rievocazione, del vedere direttamente, della strana ma efficace abbinata fra periferia moderna e tornei, costumi, sfilate, per creare una sorta di marchio. Il sentiero sperimentato con successo almeno negli ultimi vent’anni proseguirà anche nel 2010, seppure con il freno a mano un po’ tirato causa tempi grami. Mille risparmi imposti al bilancio dei comuni impediranno, nel 2010, di mettere in scena nel parco maggiore di Zivido, che non a caso è stato intitolato ai Giganti, l’allestimento bellico che riproduce con fedeltà l’avvicinarsi degli eserciti, dei re e dei condottieri al luogo strategico dove vennero a confronto: la via maestra per entrare in Milano. Ma anche se non si potrà cogliere l’esatta dinamica degli eventi riproposti con protagonisti e dettagli, il 495esimo anniversario della battaglia offrirà comunque un piatto in tema con il “Rinascimento dal vivo”. Avremo fiere e banchetti, tornei e botteghe artigiane. Ma cosa fu, in poche battute, quello scontro che scelse Melegnano e San Giuliano perché porte d’accesso privilegiate alla metropoli che domina la piana padana? Fu, sostanzialmente, un episodio che mise un mattone decisivo nel rendere il continente europeo un po’ meno medievale e un po’ più vicino a come lo vediamo oggi sulla carta geografica. Soprattutto per uno dei contendenti in campo: la legione dei soldati svizzeri mercenari, che costituiva il nerbo delle truppe a difesa del Ducato di Milano di Massimiliano Sforza, il quale come molti dei principi deplorati da Niccolò Machiavelli aveva poco o nulla di simile a un esercito “nazionale”. Gli svizzeri, all’inizio del ‘500, potevano diventare i nostri padroni. Si erano già presi la Valtellina (1512), provavano a sfondare sul lago di Como, nel Novarese e sul Ducato di Milano tenevano il coltello puntato di chi ha la forza delle armi. Dopo i cinquemila, o forse tredicimila caduti di Marignano, si avviarono sulla strada ancora lunga ma già segnata della loro leggendaria neutralità. Per le altre parti in causa, milanesi, francesi e veneziani gli insegnamenti della Storia furono più lunghi da meditare. È però significativo che in quel 1515 Milano perse di fatto l’indipendenza che aveva dai tempi della sollevazione contro il Barbarossa. Fino al 1861, guarda caso un altro anniversario a un tiro di schioppo.Fonte: Il Cittadino

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