Le sale del Museo di Cavenago d’Adda riapriranno al pubblico domenica prossima 3 ottobre, in occasione della sagra della Madonna del Rosario. Apertura dalle ore 15 alle ore 18. Il Museo si trova al primo piano del palazzo municipale (accesso dal cortile), ingresso gratuito.Il Museo - che ha raccolto anche il materiale proveniente dal soppresso Museo Etnografico di Montodine - ospita oltre quattromila oggetti di un’epoca compresa tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta. I pezzi più antichi sono costituiti da due piroghe risalenti all’epoca longobarda, affiorate nel corso di un’alluvione alla confluenza del fiume Serio nell’Adda. Importante è il settore legato alla vita sul fiume, con un grande barcone utilizzato dai cavatori di ghiaia, reti e canne per la pesca, fiocine e remi.Altrettanto importante è la sala dedicata alla religiosità popolare, contenente un magnifico pulpito dell’Ottocento, statue di santi, Madonne “vestite”, oggetti delle antiche Confraternite. Ricchissima è la raccolta dei quadri - sono circa centotrenta - di immagini votive o di santi di svariate dimensioni, molte delle quali caratterizzate da preziose oleografie. In una sala spiccano tre grandi orologi da campanile, tutti funzionanti. Provengono dalle torri parrocchiali di Cavenago, Caviaga e Montodine. È possibile imbattersi in oggetti collegati all’allevamento del bestiame (abbeveratoi, oggetti per la mungitura e per la pulizia delle vacche), alla coltura della vite, alla lavorazione del latte, all’allevamento dei bachi da seta, all’artigianato agricolo (seghe, martelli, mazze, attrezzi collegati all’edilizia, ecc.). Non mancano i pezzi voluminosi (un vetusto portone di cascina, un carro agricolo, un torchio per l’uva, uno spazzaneve, due barrette), o collezioni particolari (una settantina di pialle da falegname, trappole per la cattura di animali di svariate dimensioni). Al Museo è stato donato il materiale contenuto nella bottega di un ciabattino e gli attrezzi conservati nell’officina di un fabbro ferraio.Gli oggetti sono svariati: ci sono due armonium, il “rullo” di un organino, alcuni giocattoli del passato. Non ultimo, tutto quanto contenevano le case dei contadini: letti, pagliericci, stufe, pentole di rame, catene dei camini e decine di scaldaletti.Fonte: Il Cittadino

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