venerdì 15 ottobre 2010

Melegnano - Palazzina Trombini, il futuro non è scritto: «Centro riabilitativo o polo di formazione»

«Sulla palazzina Trombini non abbiamo avviato alcuno studio di fattibilità: nulla è stato ancora deciso sul futuro dello storico monumento». 

A parlare è il direttore generale della Fondazione Castellini Roberto Delzotto, che ha preso posizione su un argomento di stretta attualità. Il giallo era scoppiato un paio di settimane fa, quando l’ex sindaco Pietro Mezzi aveva parlato di un possibile centro benessere per il futuro della palazzina Trombini. «La giunta di destra e la Fondazione Castellini - ha incalzato sempre Mezzi in questi giorni sul suo sito (www.pietromezzi.it) - vogliono realizzare, in uno degli edifici simbolo della città, piscina, bagno turco e sauna».Tocca quindi a Delzotto chiarire i termini della questione che, a suo dire, sono ancora ben lontani dall’aver trovato una soluzione per l’edificio oggi abbandonato. «Qualche tempo fa l’amministrazione di Melegnano aveva manifestato la volontà di affidare alla Fondazione la gestione della struttura - ha dichiarato il direttore generale della casa di riposo -. Ad oggi, però, palazzo Broletto non ci ha trasmesso alcun tipo di convenzione, documento che fisserebbe i paletti operativi dell’intervento. Non conosciamo insomma, solo per citare due esempi, nè i vincoli esistenti sulla palazzina nè tantomeno i posti auto disponibili in prossimità dell’edificio. Ecco perché sinora non abbiamo avviato alcuno studio di fattibilità, la cui approvazione toccherebbe comunque all’amministrazione». In altre parole quindi, afferma Delzotto, nulla è stato ancora deciso. «Fermo restando - ha precisato il direttore generale - che la destinazione dell’edificio sarà in linea con le finalità tipiche della Fondazione. Penso quindi ad interventi di carattere sociale, che considerino prioritariamente il fabbisogno del territorio. Potremmo realizzare ad esempio un centro riabilitativo o un’iniziativa innovativa legata al mondo dei malati di Alzheimer, dal momento che ci sono stati segnalati problemi in questi due particolari settori. E non è neppure escluso che nella palazzina Trombini sorga un centro di formazione quale momento di espansione delle nostre iniziative nel settore dell’educazione continua in medicina. Accanto a questi servizi primari per la Fondazione, poi, potrebbero sorgere altre attività ovviamente secondarie e di minor impatto, che ci consentano di sostenere economicamente l’operazione. Non dimentichiamo infatti che siamo sì una onlus senza fini di lucro - ha ribadito Delzotto -, ma è pur vero che non possiamo neppure permetterci di andare in perdita». Fonte: Il Cittadino

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