giovedì 14 ottobre 2010

San Donato - Da via Jannozzi ultimatum al comune - I residenti non vogliono più sostenere la manutenzione, che passerebbe all’amministrazione: già fissata la somma da versare «Subito l’incontro per siglare il passaggio della piazza interna»

I residenti di via Jannozzi tornano a chiedere al comune tempi certi per trovare la quadra sulla riqualificazione della piazza pedonale interna. Sui tavoli del sindaco e dei tecnici comunali da alcuni giorni c’è un documento - firmato dalla maggioranza degli amministratori condominiali del cosiddetto comparto SD13 - nel quale si ipotizza addirittura la data di domani, venerdì 15 ottobre, per aprire un tavolo fra comune e comitato inquilini sul protocollo di intenti che raggiunga l’agognato obiettivo: stabilire una volta per tutte il passaggio della manutenzione della piazza alla pubblica amministrazione, dietro versamento di un ulteriore somma da parte dei residenti. Una somma ormai “limata” a un quinto di quanto ancora alcuni mesi fa più o meno si presumeva necessario per chiudere una storia vecchia di quasi 35 anni: quella della precisa definizione dei compiti nella gestione del lungo asse pedonale in mezzo ai palazzi.Dal comune, per il momento, non si fa sapere se ci sia disponibilità o meno a indire una riunione in tempi tanto stretti. «Sono stretti per dare un segnale forte, ma si possono anche non prendere alla lettera - spiega Norberto Trabucchi, amministratore di una delle unità immobiliari in successione -. Quello che il comitato dei rappresentanti degli inquilini vuole trasmettere è questo: non disperdiamo la strada fatta nell’ultimo anno per mandare in porto una questione che aleggia su San Donato dall’inizio degli anni Ottanta. Se il comune ci manifesta una volontà univoca - aggiunge l’amministratore -, e d’altro canto ottiene dai condòmini una somma minima pro capite, un monte manutenzioni da 50mila euro in tutto, riusciamo a sistemare una volta per tutte la «telenovela» di via Jannozzi».Sono passati sette mesi dall’assemblea pubblica nella quale pareva profilarsi una piattaforma chiara fra l’amministrazione Dompè da un lato e i rappresentanti delle circa mille famiglie (tanti sono gli interessati, nda) dall’altro. Il comune avrebbe preso in servitù la manutenzione del caratteristico «corridoio» pedonale, e i residenti si sarebbero impegnati a un ulteriore sostenibile sacrificio per l’impermeabilizzazione dei box al piano interrato.L’intesa si sarebbe potuta realizzare con 50mila euro di compartecipazione dei privati e una spesa variabile fra 600 e 900mila euro di cassa municipale. Del resto l’ente pubblico ha introitato, nei mesi scorsi, parte delle somme che i residenti hanno versato per il riscatto del diritto di superficie su appartamenti ex 167 in diritto di proprietà.«Ci rendiamo conto che “il costo zero” è impossibile - prosegue Trabucchi - e che sarebbe demagogia, ma quello dipinto nei mesi scorsi, dopo l’incontro pubblico, poteva essere un buon accordo. Però da tempo le cose si sono fermate, e gli anni passano».Fonte: Il Cittadino

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