L’Unione europea bacchetta il Lodigiano sul consumo di suolo: lo studio
pubblicato nei giorni scorsi dal Centro comune di ricerca della
Commissione europea, con base a Ispra (Varese), evidenzia infatti una
serie di province e di regioni nelle quali l’artificializzazione del
suolo è stata superiore al 6 per cento. Nell’elenco le otto province
italiane di Vercelli, Lodi, Verona, Piacenza, Parma, Campobasso, Matera e
Catanzaro, metà delle regioni olandesi, i dipartimenti francesi di
Vandea, Tarn-et-Garonne, Corrèze, la regione di Poznan in Polonia, la
Stiria Occidentale in Austria, la regione di Põhja-Eesti in Estonia e
quella di Jugovzhodna in Slovenia.In base ai dati della Commissione,
ogni anno in Europa una superficie più grande di Milano o Berlino cede
il passo a nuovi quartieri e infrastrutture di trasporto, per una
perdita di una capacità produttiva agricola di quattro milioni di
tonnellate di frumento. Questa tendenza, sottolineano da Ispra, rischia
di compromettere la disponibilità di terreni fertili e riserve idriche
per le generazioni future. «Questo nuovo studio però raccomanda un
triplice approccio che mira a limitare l’espansione
dell’impermeabilizzazione del suolo, ad attenuarne gli effetti e a
compensare perdite sostanziali di suolo intervenendo in altre aree»,
sottolinea Matteo Fornara della rappresentanza milanese della
Commissione Ue.L’impermeabilizzazione si verifica quando il suolo è
coperto da materiali impermeabili come asfalto o cemento: tra il 1990 e
il 2000 nell’Unione europea sono stati cementificati almeno 275 ettari
di terreno ogni giorno, per un equivalente di mille chilometri quadri
per anno. La metà di questa superficie è impermeabilizzata in via
definitiva da edifici, strade e parcheggi. Sempre secondo lo studio
della Commissione, negli ultimi anni si è registrato un rallentamento di
questa crescita a 252 ettari al giorno, ma lo sfruttamento del terreno
prosegue a ritmi preoccupanti. Tra il 2000 e il 2006 nell’Ue l’aumento
medio di aree trasformate è stato pari al 3 per cento, con picchi del 14
per cento in Irlanda e Cipro e del 15 per cento in Spagna.
L’impermeabilizzazione, secondo lo studio (disponibile integralmente
all’indirizzo web http://ec.europa.eu/environment/soil/sealing.htm)
compromette irrimediabilmente le funzioni biologiche del suolo. Senza
afflusso ed evaporazione dell’acqua aumentano i deflussi che talvolta
possono portare a inondazioni dagli effetti catastrofici. Il paesaggio
appare frammentato, gli spazi vitali si restringono o sono troppo
isolati per ospitare determinate specie, con riduzione della
biodiversità e possibile aumento di specie provenienti da altri habitat,
e la produzione agricola risulta compromessa.Janez Potonik, commissario
Ue per l’ambiente, ha dichiarato: «Il suolo è una risorsa
indispensabile per diversi servizi ecosistemici da cui dipendono tutte
le forme di vita sul nostro pianeta. Nessuno ci chiede di frenare lo
sviluppo economico o l’ottimizzazione delle nostre infrastrutture, ma
abbiamo bisogno di un approccio più sostenibile in materia». Ad esempio,
realizzare i piazzali con superfici permeabili, favorire il recupero
delle aree edificate dismesse e incentivare la riqualificazione di
quanto già urbanizzato. Fonte: Il Cittadino
venerdì 3 giugno 2011
Lodi - Non si ferma la distruzione del suolo - La provincia è tra le otto “peggiori” d’Italia, il commissario Ue per l’ambiente lancia l’allarme e propone tre rimedi. Per l’Unione europea il Lodigiano è fra i territori più cementificati
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