Il regno della sporcizia: la stazione ferroviaria di Santo Stefano
Lodigiano è al collasso. Mozziconi di sigaretta, scatole vuote,
centimetri di polvere, ragnatele e sporco ovunque accolgono
quotidianamente i viaggiatori e i pendolari in quella che in teoria
sarebbe la sala d’aspetto ma che in realtà invita soltanto a fuggire,
dove non c’è nemmeno una sedia. Per non parlare dei tabelloni: il
cartello cartaceo che segnala le corse è illeggibile, a causa delle
scritte che lo ricoprono, e gli schermi elettronici sono fuori uso.
L’obliteratrice della sala d’aspetto è rotta, i muri scrostati e pieni
di scritte di ogni genere e negli angoli, all’occorrenza, i rifiuti si
accumulano come in una mini discarica.Lungo il primo binario il degrado
delle pareti prosegue e lungo la banchina cresce la boscaglia. La
facciata esterna della stazione si presenta un po’ “invecchiata” ma
decorosa: basta non alzare lo sguardo alle finestre del primo piano, da
cui già si deduce lo stato di degrado e abbandono dell’appartamento
interno come del magazzino accanto.Scendendo le scale del sottopassaggio
la desolazione continua e il problema che più colpisce resta sempre
quello della sporcizia.Per quanto tempo i cittadini saranno costretti a
usufruire di una stazione in queste condizioni? Il primo a domandarselo è
il Comune di Santo Stefano, guidato dal sindaco Massimiliano Lodigiani,
che si sta interessando da tempo per riqualificare la stazione locale
di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi): l’amministrazione
comunale ha manifestato il proprio interesse nei confronti del bando con
cui la Regione, in accordo con Rfi e Ferrovie Nord, intende coinvolgere
in maniera diretta le comunità locali nei processi di rivitalizzazione
delle stazioni e degli spazi circostanti.Il Comune ha presentato un
preventivo globale per la riqualificazione dello stabile ferroviario che
si aggira intorno a 680mila euro, comprensivi di tubature, deposito
delle biciclette, parcheggio auto, riparazione delle infiltrazioni
d’acqua nel sottopasso, implementazione della videosorveglianza,
sistemazione dell’appartamento e del magazzino, finanziati dagli accordi
fra Regione e Ferrovie e non dal Comune: all’amministrazione comunale
spetterebbe la gestione dell’immobile per circa 25 anni, da mantenere in
buono stato.Riguardo alla concessione dello stabile, il Comune aveva
ipotizzato l’inserimento di un custode che si occupasse della pulizia e
del controllo della stazione, vivendo nell’appartamento riqualificato,
ma Rfi ha bocciato questa soluzione. Appartamento e magazzino dunque
sarebbero utilizzati per scopi sociali.Il progetto non è prospettiva
certa o definitiva ma un’opportunità al vaglio degli enti per porre la
parola fine al degrado della stazione. Fonte: Il Cittadino
