Nei giorni in cui la guerra civile in Libia sembra vicina a scrivere il
suo feroce epilogo, il Sudmilano apprende il numero più vicino alla
verità dei richiedenti asilo in arrivo dal Nordafrica. Almeno 130
nell’area strettamente sudmilanese, circa 500 sull’intero territorio
dell’Azienda sanitaria Milano 2, quella di Melegnano. È esattamente
questa, attorno a 150 persone, la stima probabile fatta nei giorni
scorsi assieme alla prefettura di Milano. La valutazione di almeno
120-130 rifugiati in attesa di asilo politico non è esattamente uscita
da fonti ufficiali, ma trapela dai corridoi dei municipi. Non è nemmeno,
per comprensibili ragioni, una di quelle notizie che sindaci e altri
uomini di istituzioni si affannino a commentare. E infatti ieri nessuno
si è sbilanciato a ufficializzare un valore che si ricava, comunque, da
quello che la prefettura ha notificato nei giorni scorsi: 530-550
rifugiati in tutta l’area corrispondente all’Asl (cioè dal Ticino a
Vaprio d’Adda al capo opposto), almeno 130 nella zona considerabile come
Sudmilano in senso stretto. La radiografia, più in dettaglio, prevede
per il Distretto 2, quello di Melegnano, San Giuliano Milanese e San
Donato, un contingente di 90-100 persone da alloggiare. Per l’altro
distretto più vicino al Lodigiano, il numero 1 Peschiera
Borromeo-Paullo, la richiesta si dimezza quasi ma resta pur sempre
ancorata alla non irrisoria cifra di 45/50 richiedenti asilo politico. I
numeri sono quelli che realisticamente le autorità milanesi si
attendono, di fronte a un’emergenza che potrebbe andare avanti sino a
tutto l’anno, sino alla piena stagione invernale. Naturalmente una
conclusione rapida della guerra, con la caduta del tiranno di Tripoli,
potrebbe avere un impatto significativo - sia positivo che meno - su
tutta la situazione. Ecco dunque la rappresentazione della verità dopo
tanto balletto di cifre. La Regione Lombardia, che fa parte di una
Nazione che ha appoggiato la guerra, adesso deve fronteggiare quasi
diecimila presunti richiedenti asilo. E il Sudmilano entra nello sforzo
coi suoi 130. Di fronte alla portata eccezionale dell’ondata migratoria
il territorio è andato a fitto consulto. Sinora, è noto, l’area della
via Emilia ospita circa 65 ex lavoratori in Libia; una sessantina
all’Ambra Hotel di San Zenone al Lambro, sei a cascina Santa Brera di
San Giuliano. Bisogna attendersene almeno il doppio da qui in avanti.
Nei giorni scorsi tutte le municipalità del territorio, in particolare
quelle del Distretto Sociale sud est - che fa perno a San Donato
Milanese - si sono attivate per affrontare l’incognita in modo
convenzionato. In “cabina di regia” ci sarà l’Assemi, l’Assemblea
sociale sanitaria distrettuale di via Sergnano. L’Assemi utilizzerà a
favore dei rifugiati le risorse messe a disposizione dallo Stato per un
ammontare di circa 40 euro al giorno. Se davvero si avrà a che fare con
150 nuovi rifugiati in sola zona sudmilanese, il Distretto ha già detto
chiara e tondo la sua sulla linea da applicare: niente repliche nostrane
dei centri di prima accoglienza, con cinquanta persone insieme, ma
strutture medio piccole.Fonte: Il Cittadino
