martedì 23 agosto 2011

Nel Sudmilano in arrivo 130 profughi

Nei giorni in cui la guerra civile in Libia sembra vicina a scrivere il suo feroce epilogo, il Sudmilano apprende il numero più vicino alla verità dei richiedenti asilo in arrivo dal Nordafrica. Almeno 130 nell’area strettamente sudmilanese, circa 500 sull’intero territorio dell’Azienda sanitaria Milano 2, quella di Melegnano. È esattamente questa, attorno a 150 persone, la stima probabile fatta nei giorni scorsi assieme alla prefettura di Milano. La valutazione di almeno 120-130 rifugiati in attesa di asilo politico non è esattamente uscita da fonti ufficiali, ma trapela dai corridoi dei municipi. Non è nemmeno, per comprensibili ragioni, una di quelle notizie che sindaci e altri uomini di istituzioni si affannino a commentare. E infatti ieri nessuno si è sbilanciato a ufficializzare un valore che si ricava, comunque, da quello che la prefettura ha notificato nei giorni scorsi: 530-550 rifugiati in tutta l’area corrispondente all’Asl (cioè dal Ticino a Vaprio d’Adda al capo opposto), almeno 130 nella zona considerabile come Sudmilano in senso stretto. La radiografia, più in dettaglio, prevede per il Distretto 2, quello di Melegnano, San Giuliano Milanese e San Donato, un contingente di 90-100 persone da alloggiare. Per l’altro distretto più vicino al Lodigiano, il numero 1 Peschiera Borromeo-Paullo, la richiesta si dimezza quasi ma resta pur sempre ancorata alla non irrisoria cifra di 45/50 richiedenti asilo politico. I numeri sono quelli che realisticamente le autorità milanesi si attendono, di fronte a un’emergenza che potrebbe andare avanti sino a tutto l’anno, sino alla piena stagione invernale. Naturalmente una conclusione rapida della guerra, con la caduta del tiranno di Tripoli, potrebbe avere un impatto significativo - sia positivo che meno - su tutta la situazione. Ecco dunque la rappresentazione della verità dopo tanto balletto di cifre. La Regione Lombardia, che fa parte di una Nazione che ha appoggiato la guerra, adesso deve fronteggiare quasi diecimila presunti richiedenti asilo. E il Sudmilano entra nello sforzo coi suoi 130. Di fronte alla portata eccezionale dell’ondata migratoria il territorio è andato a fitto consulto. Sinora, è noto, l’area della via Emilia ospita circa 65 ex lavoratori in Libia; una sessantina all’Ambra Hotel di San Zenone al Lambro, sei a cascina Santa Brera di San Giuliano. Bisogna attendersene almeno il doppio da qui in avanti. Nei giorni scorsi tutte le municipalità del territorio, in particolare quelle del Distretto Sociale sud est - che fa perno a San Donato Milanese - si sono attivate per affrontare l’incognita in modo convenzionato. In “cabina di regia” ci sarà l’Assemi, l’Assemblea sociale sanitaria distrettuale di via Sergnano. L’Assemi utilizzerà a favore dei rifugiati le risorse messe a disposizione dallo Stato per un ammontare di circa 40 euro al giorno. Se davvero si avrà a che fare con 150 nuovi rifugiati in sola zona sudmilanese, il Distretto ha già detto chiara e tondo la sua sulla linea da applicare: niente repliche nostrane dei centri di prima accoglienza, con cinquanta persone insieme, ma strutture medio piccole.Fonte: Il Cittadino
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