Il Distretto sociale sud est Milano torna ancora sul capitolo profughi
in arrivo, che ha messo all’aria le agende amministrative d’agosto:
«Centocinquanta rifugiati nel Sudmilano? Non è un’informazione
attendibile - dichiarano da via Sergnano a San Donato -. Non siamo in
grado di quantificare gli arrivi in termini numerici e perciò ora come
ora sarebbe fuori luogo andare avanti a ipotizzare cifre». Così,
rimettendo in discussione un valore che si desumeva da alcune
comunicazioni intercorse fra la prefettura di Milano e i sindaci
dell’Asl 2, il Distretto sociale e la sua collegata Assemi (Azienda
speciale sociosanitaria) preferiscono parlare non del quanto, ma del
come entrerà in funzione la rete di solidarietà e prima accoglienza. La
linea, innanzitutto, è comune fra tutti: San Donato, San Giuliano,
Melegnano, Carpiano, Colturano, Vizzolo, San Zenone e Cerro. Il
Distretto ed Assemi dialogano inoltre in modo stretto con il settore
privato, il terzo settore, la Croce rossa italiana e la Protezione
civile. Qualunque cosa succeda e quali che siano i numeri, l’unico modo
per rispondere in modo efficiente all’emergenza è quello di « politiche
integrate di intervento ». I sindaci e il Distretto sociale fanno
presente che la loro linea rientra in un’azione più vasta a livello
regionale: « tutti i sindaci della provincia milanese sono stati
chiamati ad accogliere i migranti richiedenti asilo secondo le
disposizioni iniziali della prefettura di Milano, emanate il 23 giugno.
Quella nota informava i rappresentanti delle istituzioni locali «del
dovere e dell’obbligo, attraverso l’autodeterminazione dei criteri, di
reperire strutture di accoglienza fornendo la massima e tempestiva
collaborazione» ». A tutti i richiedenti asilo, in attesa della
valutazione della domanda (che potrebbe cadere nel giro di 4/6 mesi) si
cercherà di garantire l’inserimento in comunità e strutture medio
piccole con potenzialità ideale pari di 10 unità. A tutti verrà
garantita mediazione linguistica, affiancamento di tutor sociali,
orientamento nel territorio e supporto all’eventuale rimpatrio.Fonte: Il Cittadino