Un’altra estate quasi trascorsa non ha portato particolari abbellimenti
alla stazione di Borgolombardo della linea S1: zona di nessuno, o meglio
delle Fs, con un piede in via Di Vittorio a San Donato, e l’altro nella
confinante San Giuliano. Mancano quattro anni ad Expo Milano e una
delle porte alla città vetrina del mondo potrebbe essere proprio la
metro esterna S1. Sarà meglio non sbagliare a scendere qui allora,
soprattutto di sera. Mai come sotto il sole feroce la fermata del
passante appare immensa e ostile. Il tunnel-sottopasso, anzi i due
tunnel sottopasso visto che c’è anche quello di cascina Sestogallo, si
presentano come una sorta di unico graffito urbano. L’intrico di colori
sgargianti e mezzi disegni si è espanso a dismisura e ti accompagna dal
muro esterno al binario d’attesa senza risparmiare un centimetro. La
“colonizzazione” di arte metropolitana non ha risparmiato anche alcuni
cartelli indicatori, tipo “uscita” e “entrata” (invece almeno quelli che
segnalano la stazione si leggono ancora) coperti di spray da
bomboletta. Sotto il tunnel non c’è nulla che “conforti” il passaggio e
l’attesa dei passeggeri: non c’è mai stato del resto. Nè un bar nè altro
esercizio commerciale che abbia tentato l’avventura nelle vicinanze. Ma
non c’è nemmeno un erogatore automatico di merendine e bottiglie di
minerale. O un display meno squallido dell’unico monitor visibile. Li
spaccherebbero subito, ma tentar non nuocerebbe. «La disgrazia di questa
stazione è stata l’allargamento con i binari dell’alta velocità -
ricorda un signore residente da trent’anni in via Di Vittorio, avventore
di un bar quasi di fronte al centro sportivo Armando Picchi -, prima
non era così colossale: grande è sempre stata ma non così, rinforzata da
questi bastioni immani di cemento». Ma i sandonatesi e i sangiulianesi
li usano anche normalmente questi sottopassi fatti di migliaia di metri
cubi di cemento? Ci vanno avanti e indietro da una città all’altra? «
Sì, ce n’è di gente che fa avanti e indietro San Donato-San Giuliano - è
la risposta -anche perché va considerato che in via Di Vittorio di
negozi è pieno, ma se manca qualcosa è più vicina Borgolombardo che San
Donato centro». Verso le 8 di sera, rientrati i pendolari, in un posto
del genere ci va evidentemente chi vuole andarci. Il che significa gente
che va a fare una “fumata” o a bere, qualche senza fissa dimora,
graffitari. Non tutti criminali, ma lo scippo è sempre nell’aria. I due
comuni confinanti non possono proprio entrare, a fare quella
manutenzione che potrebbero fare con le risorse che hanno. «La
competenza di San Giuliano Milanese finisce all’ultimo centimetro prima
dei due tunnel - confermano da via De Nicola - quando lì sotto si allaga
o c’è la discarica, deve arrivare Rete ferroviaria italiana ».Fonte Il Cittadino