Chi oggi ha acquistato «Il Cittadino» in edicola, o chi lo ha ricevuto
per posta, non legga questo breve articolo, perché si rivolge ai
diecimila che ogni giorno leggono «Il Cittadino» attraverso Internet.
Costoro, infatti, non potranno usufruire di un’opportunità davvero
singolare: la possibilità di sfogliare la pubblicazione dedicata al
Parco Tecnologico padano di Lodi, allegata appunto al numero odierno del
nostro giornale. Pertanto recatevi in edicola.
La pubblicazione illustra
le peculiarità del Parco Tecnologico di Lodi ed è incentrata in
particolare sulla sicurezza alimentare, uno dei temi più pressanti del
nostro tempo. Parlare di sicurezza alimentare significa ripensare
l’intera filiera agro-alimentare per renderla in condizione di garantire
più cibo e maggior sicurezza ad un mondo che cresce.«Con questa
pubblicazione allegata al Cittadino – spiega Luigi Tarenzi, consigliere
delegato del Parco Tecnologico Padano di Lodi – abbiamo voluto offrire
il nostro contributo al dibattito in corso, coinvolgendo l’Università, i
centri di controllo, gli organi di certificazione, le associazioni di
categoria, i giuristi e anche Expo 2015, che su questo tema universale
ha visto Milano costruire la sua vittoria. Lo abbiamo fatto anche
raccontando cosa, in questi anni, è uscito dai nostri laboratori e come
le innovazioni, in particolare quelle legate alle biotecnologie e allo
studio del Dna, possano aiutarci da un lato a garantire ogni giorno un
cibo sano, sicuro e sufficiente, e dall’altro a migliorare la
competitività del nostro settore agroalimentare».Molte le firme che
hanno sostenuto l’iniziativa editoriale che viene oggi distribuita
gratuitamente in tutte le edicole del Lodigiano, del Sudmilano, del
Cremasco e del Piacentino unitamente al «Cittadino».Annalisa Sassi,
presidente di Federalimentare Giovani, che sottolinea come «per uscire
dalla crisi, occorre scommettere sul futuro e spingere sul pedale degli
investimenti per recuperare margini e competitività. Il supporto della
ricerca per costruire innovazione è cruciale».Dario Casati, prorettore
dell’Università di Milano, che ricorda che «la crisi mondiale iniziata
nel 2008 ha mostrato che il problema alimentare è unico, su scala
planetaria. Vi è una comune responsabilità a cui i paesi come il nostro
non possono sottrarsi, contribuendo alla gestione ed alla soluzione
della questione, con la ricerca, con lo stimolo allo sviluppo di
tecnologie più sicure, compatibili e produttive, con la loro
condivisione, con una visione complessiva del destino
dell’umanità”.Giovanni Borroni, direttore del Laboratorio di Prevenzione
della ASL di Milano, che rimarca l’importanza delle innovazioni
biotecnologiche. “Sia le azioni di controllo, sia le ricerche, sia le
indagini epidemiologiche non possono oggi prescindere dai metodi
analitici molecolari e dalla genetica molecolare: un settore in cui
ancora molto va fatto sul piano della messa a punto e validazione di
sistemi e procedure». Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo
2015, conclude sottolineando la grande sfida lanciata, ovvero il
«coniugare tradizione e creatività, educazione alimentare e ricerca
scientifica, in vista del più alto degli obiettivi: assicurare cibo
sano, sicuro e sufficiente per tutti».Fonte: Il Cittadino
