mercoledì 14 dicembre 2011

A chi legge «Il Cittadino» su Internet

Chi oggi ha acquistato «Il Cittadino» in edicola, o chi lo ha ricevuto per posta, non legga questo breve articolo, perché si rivolge ai diecimila che ogni giorno leggono «Il Cittadino» attraverso Internet. Costoro, infatti, non potranno usufruire di un’opportunità davvero singolare: la possibilità di sfogliare la pubblicazione dedicata al Parco Tecnologico padano di Lodi, allegata appunto al numero odierno del nostro giornale. Pertanto recatevi in edicola.

La pubblicazione illustra le peculiarità del Parco Tecnologico di Lodi ed è incentrata in particolare sulla sicurezza alimentare, uno dei temi più pressanti del nostro tempo. Parlare di sicurezza alimentare significa ripensare l’intera filiera agro-alimentare per renderla in condizione di garantire più cibo e maggior sicurezza ad un mondo che cresce.«Con questa pubblicazione allegata al Cittadino – spiega Luigi Tarenzi, consigliere delegato del Parco Tecnologico Padano di Lodi – abbiamo voluto offrire il nostro contributo al dibattito in corso, coinvolgendo l’Università, i centri di controllo, gli organi di certificazione, le associazioni di categoria, i giuristi e anche Expo 2015, che su questo tema universale ha visto Milano costruire la sua vittoria. Lo abbiamo fatto anche raccontando cosa, in questi anni, è uscito dai nostri laboratori e come le innovazioni, in particolare quelle legate alle biotecnologie e allo studio del Dna, possano aiutarci da un lato a garantire ogni giorno un cibo sano, sicuro e sufficiente, e dall’altro a migliorare la competitività del nostro settore agroalimentare».Molte le firme che hanno sostenuto l’iniziativa editoriale che viene oggi distribuita gratuitamente in tutte le edicole del Lodigiano, del Sudmilano, del Cremasco e del Piacentino unitamente al «Cittadino».Annalisa Sassi, presidente di Federalimentare Giovani, che sottolinea come «per uscire dalla crisi, occorre scommettere sul futuro e spingere sul pedale degli investimenti per recuperare margini e competitività. Il supporto della ricerca per costruire innovazione è cruciale».Dario Casati, prorettore dell’Università di Milano, che ricorda che «la crisi mondiale iniziata nel 2008 ha mostrato che il problema alimentare è unico, su scala planetaria. Vi è una comune responsabilità a cui i paesi come il nostro non possono sottrarsi, contribuendo alla gestione ed alla soluzione della questione, con la ricerca, con lo stimolo allo sviluppo di tecnologie più sicure, compatibili e produttive, con la loro condivisione, con una visione complessiva del destino dell’umanità”.Giovanni Borroni, direttore del Laboratorio di Prevenzione della ASL di Milano, che rimarca l’importanza delle innovazioni biotecnologiche. “Sia le azioni di controllo, sia le ricerche, sia le indagini epidemiologiche non possono oggi prescindere dai metodi analitici molecolari e dalla genetica molecolare: un settore in cui ancora molto va fatto sul piano della messa a punto e validazione di sistemi e procedure». Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015, conclude sottolineando la grande sfida lanciata, ovvero il «coniugare tradizione e creatività, educazione alimentare e ricerca scientifica, in vista del più alto degli obiettivi: assicurare cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti».Fonte: Il Cittadino
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