L’intervento di adenoma alla prostata, grazie ad una tecnica laser di
ultima generazione, non deve più far paura. Presso il Policlinico San
Donato da alcuni mesi viene infatti praticata la prostatectomia trans
uretrale mediante laser al tullio (Tulep), che ha accorciato ad una sola
notte dopo l’intervento il periodo di degenza in ospedale e ha limitato
i disagi, riducendo a sole 24 ore l’utilizzo del catetere.
Nel novero dei vantaggi rientra anche la riduzione del sanguinamento e una convalescenza breve. Per il momento quello di San Donato è il primo ospedale della Lombardia e uno dei pochi in Italia ad aver investito in questo metodo del futuro per intervenire sull’ipertrofia prostatica che a vari livelli di gravità colpisce circa il 50 per cento degli uomini a partire dai 50 anni. «L’obiettivo che ci eravamo posti - spiega il professor Luca Carmignani, primario del reparto di urologia del nosocomio locale -, era quello di effettuare questo tipo di intervento che sino ad ora è stato mal vissuto dai pazienti quasi in day hospital, e posso dire che a questo punto abbiamo conseguito un importante risultato». Sino ad ora la nuova tecnica laser, che sorpasserà le operazioni in laparoscopia, affermandosi come metodo del futuro, presso l’ospedale di San Donato è stato utilizzato con buoni risultati su una cinquantina di pazienti. Riguardo i tempi di attesa lo specialista spiega che «in generale la precedenza è per i casi più gravi e urgenti, ma all’incirca nell’arco di un mese o di un mese e mezzo i pazienti con adenoma vengono operati, in quanto quando c’è necessità, viene messo a disposizione un numero maggiore di sale operatorie». E se grazie alla tecnologia si fanno largo sistemi sempre meno invasivi, il professore ricorda: «Consiglio tutti i potenziali pazienti che notano delle anomalie o avvertono dei disturbi di rivolgersi sin dai primi sintomi nei centri specializzati». In tema di celerità nella diagnostica, proprio presso la divisione di urologia del Policlinico San Donato è già decollato un progetto che sta diventando modello per altri ospedali. Si chiama “One stop clinic” e consente a pazienti con ematuria (sangue nelle urine), di sottoporsi a tutti i controlli in una sola giornata, per uscire dagli ambulatori dopo una manciata di ore già con la diagnosi. «Abbiamo cominciato - conclude il primario -, con un sintomo che richiede immediati approfondimenti, ma dal momento che questo servizio si basa innanzitutto su un’efficiente organizzazione, l’impegno è di estenderlo anche ad altre sintomatologie, a vantaggio della rapidità di diagnosi e di cura, in base ad un’impostazione che è già diventata regola ad esempio in Inghilterra».Fonte: Il Cittadino
Nel novero dei vantaggi rientra anche la riduzione del sanguinamento e una convalescenza breve. Per il momento quello di San Donato è il primo ospedale della Lombardia e uno dei pochi in Italia ad aver investito in questo metodo del futuro per intervenire sull’ipertrofia prostatica che a vari livelli di gravità colpisce circa il 50 per cento degli uomini a partire dai 50 anni. «L’obiettivo che ci eravamo posti - spiega il professor Luca Carmignani, primario del reparto di urologia del nosocomio locale -, era quello di effettuare questo tipo di intervento che sino ad ora è stato mal vissuto dai pazienti quasi in day hospital, e posso dire che a questo punto abbiamo conseguito un importante risultato». Sino ad ora la nuova tecnica laser, che sorpasserà le operazioni in laparoscopia, affermandosi come metodo del futuro, presso l’ospedale di San Donato è stato utilizzato con buoni risultati su una cinquantina di pazienti. Riguardo i tempi di attesa lo specialista spiega che «in generale la precedenza è per i casi più gravi e urgenti, ma all’incirca nell’arco di un mese o di un mese e mezzo i pazienti con adenoma vengono operati, in quanto quando c’è necessità, viene messo a disposizione un numero maggiore di sale operatorie». E se grazie alla tecnologia si fanno largo sistemi sempre meno invasivi, il professore ricorda: «Consiglio tutti i potenziali pazienti che notano delle anomalie o avvertono dei disturbi di rivolgersi sin dai primi sintomi nei centri specializzati». In tema di celerità nella diagnostica, proprio presso la divisione di urologia del Policlinico San Donato è già decollato un progetto che sta diventando modello per altri ospedali. Si chiama “One stop clinic” e consente a pazienti con ematuria (sangue nelle urine), di sottoporsi a tutti i controlli in una sola giornata, per uscire dagli ambulatori dopo una manciata di ore già con la diagnosi. «Abbiamo cominciato - conclude il primario -, con un sintomo che richiede immediati approfondimenti, ma dal momento che questo servizio si basa innanzitutto su un’efficiente organizzazione, l’impegno è di estenderlo anche ad altre sintomatologie, a vantaggio della rapidità di diagnosi e di cura, in base ad un’impostazione che è già diventata regola ad esempio in Inghilterra».Fonte: Il Cittadino

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