mercoledì 16 maggio 2012

San Giuliano - «Ci sentiamo agli arresti domiciliari»

«Dopo le 22 ormai ci sentiamo agli arresti domiciliari nelle nostre case, perché a Pedriano la situazione è peggiorata e ogni sera scatta puntualmente il coprifuoco: la situazione è davvero pesante». Parla il sangiulianese Stefano Porchera, residente della frazione di San Giuliano più lontana dal centro città, che da anni si fa portavoce di un disagio che affligge l’area decentrata collocata tra un asse ad altissimo scorrimento e una distesa di campagna.
«Non solo durante il giorno - racconta - abbiamo sempre la stessa prostituta fissa che ormai da anni sale in macchina con i clienti e li porta nel centro urbano, ma ha adesso alla sera la situazione ha raggiunto risvolti pesanti, in cui la ragazza che frequenta la zona è accompagnata da tre uomini che si danno il cambio, alternandosi in strani giri di figure losche a cui assistiamo in continuazione dalle finestre delle nostre case». La piccola comunità che torna a reclamare quiete, si sente abbandonata. «Gli unici che intervengono sempre con celerità - prosegue il residente nella propria denuncia pubblica -, sono i carabinieri, che appena li chiamiamo, raggiungono Pedriano, e questa per noi è l’unica sicurezza, per il resto abbiamo sentito solo chiacchiere, tenendo conto che anche la telecamera che è stata installata serve a ben poco, visto che registra riprese remote, che possono consultate solo in caso di indagini». I cittadini tornano a sollecitare il modico investimento, atteso ormai da anni, per posizionare dei paletti che disincentivino l’ingresso nel parco che fronteggia le abitazioni. Al tempo stesso rimarcano la necessità di un sistema di videocontrollo collegato ad una centrale operativa in cui possano essere consultati in tempo reale i filmati di quel che accade nella zona residenziale dove abitano dei sangiulianesi, i quali si dicono stufi di condurre una battaglia che a loro avviso per il momento non ha prodotto alcun risultato. «Sentiamo parlare di stanziamenti - conclude Porchera -, ma per il momento qua abbiamo solo assistito ad un aumento dei ceffi che frequentano assiduamente la zona, è certo che non possiamo andare avanti così, spero che qualcosa venga fatto». Proprio sull’erba del parchetto in passato era stata trovata anche della refurtiva e nell’antologia di un passato recente non mancano brutti episodi che hanno visto protagonisti questi personaggi ignoti, scorti da lontano da cittadini che restano asserragliati nelle loro case in un clima che è di paura.Fonte: Il Cittadino

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