Con la nuova nevicata l’attenzione torna sui circa 50 romeni che ormai da
mesi sono accampati presso cascina San Francesco in catapecchie
realizzate con materiali di risulta. Tra loro c’è un gruppetto di
minori, alcuni dei quali frequentano le scuole del territorio.
Nonostante le condizioni precarie di vita e le forme di riscaldamento
rudimentali, sembra che la comunità di nomadi non abbia lamentato
comunque particolari emergenze. «Alcuni minori frequentano le nostre
scuole, con cui siamo in continuo contatto - spiega il sindaco Andrea
Checchi -, e se ci fossero dei problemi mi avvertirebbero. Attraverso le
direzioni didattiche riusciamo dunque a svolgere un monitoraggio». Nel
frattempo, dopo la visita al campo da parte del sindaco Andrea Checchi e
di alcuni assessori avvenuta in dicembre, l’esecutivo sandonatese ha
segnalato ai colleghi di palazzo Marino la necessità di individuare una
soluzione per queste famiglie. «È un tema che va ulteriormente
approfondito - prosegue il sindaco -, su cui non è facile intervenire,
anche perché il Comune di Milano si trova ad affrontare numerose altre
emergenze simili». Viene comunque mostrata l’intenzione di aprire
ulteriori riflessioni. «Non sono più andato a trovarli - conclude il
primo cittadino -, in quanto per il momento non ho alcuna proposta da
sottoporre loro e non ci sono aggiornamenti rispetto alla visita
effettuata nei mesi scorsi, in cui abbiamo preso atto della situazione.
Per caso ho incontrato delle donne, che ho riconosciuto, a cui ho
chiesto se andava tutto bene e mi hanno risposto che non hanno
particolari problemi». Sono nuclei famigliari, di origine romena, ma non
di etnia rom, che si sono mossi dal loro Paese per le condizioni di
estrema povertà. Arrivati in Italia, hanno dovuto continuare ad
arrangiarsi, realizzando baracche e improvvisando campi nelle aree
dell’hinterland. Checchi ha da subito dichiarato di voler prestare
attenzione all’aspetto sociale, tenendo conto anche della presenza di
bambini a cui è stata offerta la possibilità di prendere posto tra i
banchi. Il tratto di territorio è quello dell’immobiliare Asio, che
dovrebbe ospitare lo stadio dell’Inter. Una parte di San Donato fuori
mano e dallo scarso passaggio dove già in passato in più occasioni hanno
trovato riparo dei gruppi di nomadi. In questo caso le famiglie romene
ci stanno trascorrendo l’inverno, combattendo contro freddo, neve e
intemperie con una serie di soluzioni “creative”. Si sono collegati
all’energia elettrica, cucinano e mangiano negli alloggi che in qualche
modo riescono anche a riscaldare e mandano i bambini a scuola.Fonte: Il Cittadino

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