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L’Associazione Pionieri e Veterani Eni si è riunita, come in tutti gli anni, il 27 ottobre nella chiesa di Santa Barbara in San Donato Milanese per partecipare, insieme alla grande famiglia dell’Eni, all’anniversario della tragica scomparsa di Enrico Mattei, avvenuta in quel giorno del 1962.«Questa volta - ha dichiarato l’ingegner Francesco Guidi, nel corso della commemorazione - anziché scavare nella personalità del personaggio, che è sempre più attuale oggi, con le sue grandi intuizioni (come quella del gas), desideriamo ricordare con lui, altri nostri colleghi caduti nell’adempimento del loro lavoro nel mese di ottobre di diversi anni fa».Sono trascorsi cinquant’anni dalla sciagura del Gran Sasso, in provincia dell’Aquila, dove tre geologi dell’Agip, morirono nel corso di una campagna geologica, il 21 ottobre 1958. Erano Dario Bellincioni, Carlo Jannozzi e Alberto Sanguinetti. Sono trascorsi invece sette anni dal grave incidente di Linate, quando l’8 ottobre del 2001, ci fu una collisione a terra fra un aereo di linea e uno da turismo che fece 81 vittime. Fra queste c’erano due tecnici dell’Agip in missione: Carlin e Venturini.Guidi ha ricordato anche l’altro tragico incidente, avvenuto il 25 novembre 1990 a Ravenna, quando un elicottero dell’Agip si inabissò in mare facendo 13 vittime. Insieme a loro, ha ricordato due grandi tragedie, anch’esse lontane nel tempo, ma sempre nel cuore dei dipendenti tutti: le vittime dell’Agip del terremoto di Agadir, in Marocco, il 29 novembre 1960 e gli undici morti di Kwale, in Nigeria, il 9 maggio 1969 nel corso della guerra del Biafra. Entrambi questi avvenimenti sono ricordati in altrettante targhe nella chiesa di Santa Barbara. L’anno prossimo sarà il quarantesimo anniversario del dramma di Kwale. «Credo - ha dichiarato Francesco Guidi - che non ci sia modo migliore di commemorare Enrico Mattei, che ricordarlo insieme a quanti, suoi dipendenti passati e futuri, si sono sacrificati nell’esercizio del loro lavoro. Fra le molte caratteristiche del primo presidente dell’Eni, c’era infatti il modo come affrontavai problemi del personale, assicurando non solo un trattamento economico adeguato, ma anche l’alloggio in condizioni particolarmente difficili, come fece all’inizio a San Donato Milanese, quando nel 1955 vi insediò il Centro Operativo dell’Eni. Noi, che possiamo dire di essere nati con il gas di Caviaga (Lodi), scoperto dall’Agip nel 1944 e valorizzato da Enrico Mattei che, partendo da Caviaga ha metanizzato l’Italia, lo ricordiamo ancora oggi, a 46 anni dalla sua scomparsa, in quel triste 27 ottobre 1962, con lo stesso affetto e il dolore di allora».
Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino
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